Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Sarà perché i giorni volano sempre più veloci, e intensi, sarà perché ci portiamo il lavoro a casa, saranno i social network che ci tengono incollati allo schermo fino a tardi la sera, sarà perché qualcuno ci ha fatto credere che il tempo dedicato al sonno è tempo perso, la vita è breve, e le occasioni infinite…

    Sarà, ma gli insonni sono sempre di più. Ci sono quelli che ritardano il più possibile il momento in cui andranno a dormire, inventandosi qualsiasi passatempo, ci sono quelli che crollano sul divano e poi alle due di notte sono arzilli come fosse mezzogiorno, poi ci sono quelli che fanno le cose per bene, vanno a letto alle undici, ma alle cinque del mattino hanno finito la dose giornaliera di sonno disponibile….

    Non si sa perché, non esistono certezze. Quello che conosciamo è il ritmo, la cadenza veglia-sonno, che dovremmo mantenere rigorosa anche da adulti, esattamente come la imponiamo ai bambini… otto ore, qualcuno dice anche sette e trenta…ma insomma: siamo lì, con gli occhi sbarrati a chiederci se potevamo fare qualcosa, stare più attenti, e guadagnare magari anche solo un’ora di riposo in più.

    A parte le insonnie dipendenti da motivi psico-fisiologici – le più misteriose, e impenetrabili – tra le cause esterne delle difficoltà del sonno c’è il cibo. Mangiare proteine la sera, specialmente pesce e formaggi, dolci e vino, caffè, tutti alimenti impegnativi per la digestione e il metabolismo, può richiedere un lavoro più lungo e lento del nostro apparato digerente. Meglio pasta e riso, mele cotte, e carciofi nel caso di tendenza al risveglio a metà nottata. Per chi invece fa il turno di veglia all’alba sono preferibili zuccheri a rilascio più lento, come le zuppe di cereali…

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