Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Sono poveri, i pensionati italiani. Quelli che hanno una pensione al minimo, si sono visti accreditare “ben” il 3% in più di rivalutazione all’inizio di quest’anno. Per darvi un’idea, si tratta di persone che percepivano un assegno pari a 481 euro mensili – secondo calcoli Spi-Cgil – e adesso prendono invece 495,43 euro.

    Ecco, cosa possono fare con quei quindici euro, centesimo più, centesimo meno? Certo non ci pagano una bolletta dell’elettricità e neppure una del gas, forse fanno la spesa per un paio di giorni, e poi, a partire dal 20 del mese, mettono a tavola per cena una zuppa di latte e biscotti…

    Non voglio impietosirvi con le storie di povertà assoluta, nel mondo dei pensionati ci sono anche altri casi, ad esempio ci sono persone che arrivano a 1400 euro lordi mensili e però hanno subito il blocco della rivalutazione annuale, e non recupereranno i soldi perduti.

    I tagli nel settore pensioni sono arrivati a toccare una quota delle reversibilità, quelle che servono alla sopravvivenza di chi subisce la perdita del coniuge, una quota degli assegni di invalidità, e poi l’integrazione, ovvero la cifra che permette a chi ha pochi contributi di raggiungere il minimo stabilito dalla legge per prendere la pensione.

    Ecco. Se questa è la situazione oggi, cosa succederà in futuro, quando ad avere pochi versamenti sarà la maggioranza dei lavoratori, quelli precari, discontinui, sottopagati – che già sono fortunati perché hanno un regolare contratto. Arriveranno ad andare in pensione dopo cinquant’anni di lavoro, e rischiano di ricevere un assegno pari alla metà dello stipendio.

    Il rimedio? Precostituirsi una pensione integrativa. Fino ad oggi solo il 27% degli italiani – secondo la Corte dei Conti – risultano iscritti alla previdenza complementare, e versano una parte dei loro guadagni ai fondi . Perché? Indovinate……

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