Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Come vi comportate nella scelta della banca cui affidate i vostri risparmi? Siete degli abitudinari, e non cambiate istituto di credito da anni? oppure diversificate, cercando di cogliere i vantaggi – quei pochi che si trovano in giro – e di confrontare le offerte?

    La parte maggiormente variabile del contratto di conto corrente che una banca propone ai suoi clienti è quella che riguarda le condizioni applicate alle operazioni e ai servizi offerti, e questi cambiano a seconda delle caratteristiche dei clienti… ed è la parte più difficile da decifrare.

    Potete partire dalle vostre abitudini, la frequenza delle operazioni, il tipo di pagamenti, le esigenze di credito, insomma i servizi che davvero vi occorrono, in modo da escludere offerte inutilmente “pesanti”. Ci sono dei siti internet dove si possono confrontare le proposte dei vari istituti di credito, sono dei veri motori di comparazione. Spesso vi imbatterete in offerte che propongono spese di apertura conto pari a zero, ma poi caricano tutto sulla gestione. Se accettate gli estratti conto on line, e concentrate la maggior parte delle operazioni nella funzione di home banking,  sarete favoriti nei risparmi.

    Diverso è il discorso dei mutui. Provate a chiedere in giro – se non lo avete già fatto, per necessità – e vi accorgerete del fatto che le banche non erogano credito se non per una parte minima del valore della casa che si sceglie di comprare. E le condizioni economiche sono ancora molto onerose. Non fatevi ingannare dalle pubblicità, i termini variano col passare del tempo, il tasso che vi sembra accettabile oggi, tra un anno arriverà a scadenza. E verrà prontamente allineato ai valori di mercato. Certo, vi potete spostare da un istituto all’altro, e dovrebbe essere gratuito…. buona fortuna!

  • 2 Commenti

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    • mdemedici scrive:

      Ecco la risposta da parte di Pietro Giordano, Adiconsum:

      In generale la banca non può obbligare il cliente ad aprire un conto corrente e a tenerlo aperto per tutta la durata del mutuo, in quanto una tale pratica, anche alla luce dei recenti interventi normativi, sarebbe da definire come scorretta.
      Infatti, a seguito della legge 22.12.2011 n.214, che ha introdotto il comma 3 bis all’art. 21 del Codice del Consumo “è scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla
      medesima banca, istituto o intermediario ovvero all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario.”
      A conferma, anche una pronuncia dell’Abf (Decisione N. 445 del 27 maggio 2010) che recita: “Non sembra infatti al Collegio configurare una buona pratica nella relazione con la clientela la richiesta formulata al ricorrente dall’intermediario di accendere un conto corrente come atto propedeutico all’istruttoria e dunque prima ancora che sia stata presa dalle strutture competenti una decisione favorevole in ordine alla concessione del finanziamento”

    • Carlo Ciarlo scrive:

      Volevo rivolgere una domanda a Pietro Giordano: Le banche possono obbligare i correntisti a tenere aperto il proprio conto per tutta la durata del Mutuo, ponendo come precondizione questa clausola?
      Grazie-

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