Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Per i celiaci è una conquista, per i salutisti può diventare una fissazione. Il cibo senza glutine va a ruba. Ormai non si trova più solo in farmacia, anche i supermercati lo hanno inserito nella loro offerta.

    Non sono solo le aziende specializzate a produrre alimenti gluten free: la grande industria alimentare, intuito il business, ha allargato la propria gamma, inserendo questi prodotti, certificati col marchio della spiga barrata. Come in tutte le cose, c’è un lato positivo, e ci sono anche delle ombre.

    Sapere che un’intera linea di prodotti è priva di glutine libera dalle ansie i consumatori celiaci, ed è un segno di rispetto nei loro confronti. E’ importante incentivare un celiaco a nutrirsi correttamente, facilitare le scelte di alimenti dietetici. Il fatto che si chiamino così, però, non vuol dire che siano indicati per tutti, e soprattutto non significa che facciano dimagrire.

    Sembra invece che le nuove tendenze “salutiste” abbiano decretato il successo degli alimenti senza glutine, che infatti sono schizzati nelle vendite. Girano strane voci, su internet e non solo. Gira voce che Russel Crowe, il Gladiatore, abbia perso otto chili in poco più di tre mesi grazie al gluten free.

    Ecco, si tratta di una tendenza pericolosa. I nutrizionisti hanno spiegato che non esiste alcuna relazione tra la riduzione del glutine e la perdita di peso, che toglierlo vuol dire eliminare anche molte fibre, e proteine necessarie al nostro organismo, e poi non è vero che i prodotti per celiaci sono meno calorici, perché il glutine viene sostituito con altre sostanze, come alcuni grassi… troppo tardi, la moda già impazza sui forum, nei social network…

    L’onda passerà, col tempo, ma rischia di lasciare una scia di incertezza per gli ammalati, i celiaci veri. Se aumenta la produzione di cibo privo di glutine, i controlli saranno più blandi? E il valore della certificazione, che fine farà?

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