Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • operai al lavoroLa crisi, quella che stiamo vivendo dal 2008, non ha precedenti. Non siamo in grado di prevedere quanto durerà. E poi, anche quando sarà cominciata la risalita, e l’economia tornerà a girare, gli strascichi, i danni collaterali si trascineranno per un tempo oggi imprevedibile.

    Come tutte le cose nuove, inedite, anche questa recessione non si può affrontare coi vecchi strumenti. Prendiamo ad esempio la cassa integrazione in deroga, l’ammortizzatore sociale a sostegno delle piccole aziende che non hanno accesso agli altri strumenti di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, e di quelle che affrontano una crisi prolungata, e cercano un’ultima risorsa di sostegno al lavoro.

    Ecco, uno strumento nato negli anni ‘70, che però ancora oggi è quell’ossigeno che può dare un po’ di respiro a tante aziende in difficoltà. Il Governo ha fatto i conti, e mancano un miliardo e trecentomila euro per finanziare la cassa in deroga. Dove li prenderemo? Dalla spending review, o dalla fiscalità generale – ovvero dalle nostre tasche?

    E poi, una volta tamponata l’emergenza, cosa faremo? Qualcuno penserà al futuro, quello che molti lavoratori non hanno più il coraggio neppure di immaginare? Se i tempi sono così tanto cambiati, e le difficoltà sono inedite rispetto a quelle degli ultimi tre decenni, forse non è più il caso di insistere in una politica del lavoro superata dai fatti.

    Non è più il caso di intervenire sulle aziende in modo indifferenziato, aiutando tutti quelli che hanno i requisiti teorici per accedere a un certo sussidio, prescindendo dalle condizioni di mercato dei beni e servizi prodotti. Non è più il caso di aiutare un lavoratore senza formarlo, e senza dargli le condizioni personali e professionali per potersi davvero reinserire nel mercato del lavoro, una volta superata la crisi.

    Un reddito minimo garantito potrebbe dare protezione nel momento del bisogno, politiche macroeconomiche di respiro più ampio potrebbero spostare risorse sull’innovazione per aiutare le imprese a stare sul mercato. Oggi il finanziamento degli ammortizzatori in vigore è una priorità, ma, per l’ennesima volta, non restiamo fermi alla politica dell’emergenza.

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario