Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • strade bucateLo stato delle strade nelle nostre città, non è necessario descriverlo. Lo conoscete, basta uscire da casa per constatare quanto sia peggiorato il manto stradale, e per quanto tempo – mesi, a volte anche anni – le buche nell’asfalto restino uguali, e i motociclisti, e i pedoni continuino a caderci dentro.

    Il paradigma di questo stato di cose, che riguarda tutti i comuni italiani, è rappresentato dalla città di Napoli, dove si contano in media dodici nuove buche ogni giorno e il sindaco Luigi De Magistris è finito sotto inchiesta per attentato alla sicurezza stradale e abuso d’ufficio. I carabinieri girano per la città a fare il censimento delle buche, e i medici dell’ospedale Cardarelli denunciano un incremento della percentuale di fratturati che arrivano in pronto soccorso dopo essere finiti in una voragine stradale. Il comune cerca di “tappare le buche” con uno stanziamento straordinario di fondi ma intanto crescono le richieste di risarcimento danni da parte di cittadini che hanno subito traumi.

    E’ vero, il problema ha a che fare con la cattiva qualità dei materiali impiegati nei lavori stradali, da ditte che cercano di risparmiare e vogliono a tutti i costi dimostrare di essere in attività, per avere finanziamenti dalle banche, e rimanere in vita. Le buche si riformano abbastanza presto, e questo garantisce alle imprese  nuove possibilità di lavoro e di guadagno. Ma non è tutto qua.

    La situazione è peggiorata, nell’ultimo anno, a causa del paradosso del patto di stabilità, che impone agli enti locali di limitare la spesa, anche a fronte dei fondi incassati, e teoricamente destinabili alla manutenzione stradale. E’ una questione che si ripete identica da Nord a Sud. Non ci sono fondi, oppure ci sono e non si possono spendere. E anche quando ci sono, è difficile riuscire a capire se davvero i soldi disponibili e teoricamente destinati, vengano effettivamente indirizzati alla manutenzione.

     Meno lavori stradali, imprese che chiudono, cittadini fratturati. Ma quanto ci costa questa crisi di liquidità dei comuni italiani?

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