Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • angelina jolieFino a che punto si può spingere la prevenzione?

    Se vi dicessero che avete un 50% di possibilità di ammalarvi di tumore, sareste tentati dalla chirurgia preventiva?

    La discussione si è riaperta dopo che Angelina Jolie, con tutta la potenza di impatto mediatico che le deriva dal suo ruolo di star internazionale, ha reso pubblica la scelta di farsi asportare entrambi i seni. Un test genetico le aveva pronosticato un 87% di possibilità di ammalarsi di tumore del seno. Di cancro era morta la madre dell’attrice, a 56 anni. E Angelina non voleva abbandonare prematuramente i suoi sei figli. Oggi, dopo l’intervento chirurgico, le sue probabilità di contrarre tumore non si sono azzerate, ma si sono ridotte al 5%.

    Il problema però non è solo il costo elevato di un’analisi simile a quella che ha portato la Jolie a scoprire la sua altissima predisposizione al cancro. In Italia il test si può fare, e viene offerto dal sistema sanitario nazionale alle donne che abbiano una storia familiare di predisposizione alla malattia. Esistono ambulatori ospedalieri che offrono consulenze genetiche, e fanno semplici esami della saliva per risalire al Dna. Il problema sorge quando i risultati confermano alle donne il rischio di ammalarsi. E c’è di mezzo anche la praticabilità di strade alternative all’intervento chirurgico.

    Quali risposte offre oggi la scienza, che ha fatto così tanti passi avanti nell’aspetto “predittivo” della medicina genetica? L’unica alternativa all’intervento chirurgico sono i controlli più frequenti, compresa la risonanza magnetica. Quanto ai test, quelli più “penetranti” sono sempre molto attendibili, ma, nel passaggio da una generazione all’altra, ci sono anche tante mutazioni di geni sulle quali esistono possibilità di interpretazione diversa…

    E comunque, il seno rappresenta una parte essenziale del corpo femminile, carica di significati simbolici, e ogni donna deve poter essere informata compiutamente sul livello di rischio a cui va incontro, e accompagnata nella libera scelta tra un intervento importante ed invasivo, e una prevenzione metodica e capillare, magari estenuante psicologicamente, ma conservativa. Difficile, per quante scoprano di avere il gene Brca 1 mutato. Per tutte le altre, per noi, vale la regola della prevenzione non ansiogena ma regolare. E dello stile di vita, fatto di serenità, nel rapporto con se stesse e con gli altri, di movimento e sana alimentazione.

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