Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • cibo di stradaIl cibo di strada, nato per sfamare i poveri e legato a tradizioni antiche, in tutto il mondo è diventato un fenomeno di moda. I turisti lo cercano, vogliono sperimentare i veri sapori dei luoghi che stanno visitando..e magari si beccano anche qualche mal di pancia. Pare che si tratti di un rischio ineliminabile.

    Ora, se passassimo la vita a mangiare pane con la milza, lampredotto, porchetta, tortelli o piadine romagnole, allora sì, sarebbe problematico tentare ogni volta di risalire a tutta la filiera di produzione. Ma se occasionalmente decidiamo di lasciarci andare, e di assaggiare una focaccia, un arancino, una panella, possiamo anche non pensare alla preparazione, e magari fidarci del nostro gusto, confrontando i sapori, chiedendo alle persone del luogo, insomma trasformando l’esperienza dello street food in qualcosa di più del semplice riempire la pancia.

    I cinesi, che notoriamente consumano quintali di cibo di strada, sotto forma di insetti fritti di ogni tipo e qualità, chiedono ora la tutela Unesco del loro street food, come patrimonio dell’umanità. Estendendo il discorso alle nostre produzioni nazionali si potrebbe pensare a un marchio, come il Dop o l’Igp, e a una serie di disciplinari, che già esistono per alcuni cibi e per i vini, a tutela della qualità.

    Ma il cibo di strada, per sua natura, sfugge a rigide classificazioni. Quindi, a parte la sicurezza alimentare, che va sempre difesa, per il resto è impossibile restringere in confini troppo definiti quello che troviamo nei mercatini delle nostre città, nelle friggitorie, nelle “fraschette” romanesche, nelle panetterie genovesi…

    Qualche consiglio? Certo, già sapete che i fritti devono essere asciutti, che le croste devono essere croccanti, le paste soffici, ma insomma, per il resto provate a fidarvi di voi, e dei vostri amici, cercate in giro, viaggiate anche su internet prima di fare l’esperienza diretta, ma poi, una volta sul posto, lasciatevi andare al momento che state vivendo. Buona scoperta, e buon appetito!

    Comments

    comments

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario