Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • il bambino di cittadellaVi ricordate di questa foto? Avete in mente la storia del bambino di Cittadella, in provincia di Padova? Otto anni di vita e una sofferenza enorme sulle spalle. Allontanato dalla madre, letteralmente trascinato via da agenti di polizia e assistenti sociali che accompagnavano il padre del piccolo. Tutto in esecuzione di un’ordinanza del giudice. Non è un caso isolato, purtroppo. Sono tanti i bambini incastrati al centro di una lotta tra genitori separati, che rivendicano rispettivamente diritti sui figli, diritti la cui ampiezza si misura in tempo da spendere insieme ai bambini. Già,  i bambini…

    Dicono gli psicologi che tutti noi siamo segnati alle esperienze fondamentali dei primi anni di vita. Le ferite profonde dell’infanzia, gli abbandoni, i conflitti, generano traumi che in parte potremo  superare nel corso della crescita, fino ad arrivare a metterli a frutto per costruire la nostra personalità. Ma si tratta di una strada lunga e impegnativa, ed è un processo tanto più difficile quanto più profondo è il dolore patito. Pensate fino a che punto possa essere impreparato un bambino di fronte alle ferite causate dalle persone che più di tutte dovrebbero amarlo, i suoi genitori.

    Allora arriva la legge, che ha il compito tremendo di disciplinare con regole uguali per tutti le situazioni della vita civile, e quindi anche le liti tra due persone che hanno un figlio in comune, e che però dopo alcuni anni di convivenza non riescono più a stare insieme. Ecco, il problema è che tutte le persone chiamate a scrivere una legge, a votarla, ad applicarla, e a farla rispettare, dichiarano convinte di agire nell’interesse del minore.

    Ma qual è l’interesse dei bambini? E soprattutto, quante volte coincide con quello dei loro genitori, che sono i principali attori della contesa? La lite rispetto alla quale i ragazzini diventano oggetti inermi, è sicuramente la cosa più lontana dall’interesse dei piccoli, che hanno il diritto di crescere in pace. Ma quanti genitori accettano di mettere in discussione le proprie convinzioni “superiori”, quanti riescono a guardare il proprio dolore, quello del fallimento che nasce dalla fine di una relazione, e a metterlo da parte, per proteggere l’unico bene, l’unico frutto che rimane dalla loro unione? Voi quanti ne conoscete?

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  • Un commento

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    • Quando ascoltati questa storia pensai che fosse davvero una brutta storia e la foto ne testimonia il dolore…noi adulti non ci rendiamo mai conto di quanto sappiamo essere egoisti con i nostri figli!

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