Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • ilva commissariataOggi diventano effettive le dimissioni del Cda Ilva, 36 dirigenti lasciano dopo il sequestro dei beni della famiglia Riva, pari a più di 8 miliardi di euro…ma è solo l’ultimo capitolo della tragica telenovela dell’acciaio italiano. In meno di un anno abbiamo assistito al sequestro degli impianti per decisione del giudice, all’arresto del proprietario del siderurgico, al sequestro delle merci, sempre in attuazione di un provvedimento del magistrato, ad altri arresti, e all’approvazione di una legge che aggirava la via giudiziaria per sbloccare i prodotti ed evitare la chiusura dello stabilimento, e la perdita del lavoro per i dipendenti Ilva.

    Nella battaglia tra salute, ambiente e lavoro, adesso siamo arrivati al commissariamento, invocato da più parti come l’unica soluzione possibile per tenere in vita l’acciaio italiano. A parte le polemiche politiche sul contenuto del decreto – che crea un precedente ed apre scenari su nuovi futuri casi Ilva – nello specifico di Taranto esiste un’ Autorizzazione Integrata Ambientale che, in base alla legge del 2012, fissa i criteri di conformità alle esigenze di salute. E a Taranto il Garante dell’Aia ha già riscontrato “criticità e inadempienze significative”. Insomma, si tratta di un parere contrario alla gestione attuale, che viene giudicata insufficiente a proteggere il territorio dall’inquinamento e gli abitanti dalle malattie.

    Salterebbero 40mila posti, se chiudesse l’Ilva. Ma sullo sfondo di questa vicenda si legge chiaramente la crisi del settore manifatturiero italiano, che conta dieci milioni di addetti. Leggi tutto…

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