Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • operaieL’Istat le chiama le sovraistruite. Sono donne disposte ad accettare mansioni di livello inferiore alla loro preparazione e competenza, donne che pur di lavorare mettono da parte il titolo di studio conseguito, e si pongono al servizio di quello che c’è da fare, anche a costo di essere sottopagate. Ecco uno dei motivi per cui oggi le donne capofamiglia, quelle che – come si dice – portano i soldi a casa, sono in aumento.

    E gli uomini? Alcuni hanno perso il lavoro, e in tempi come questi fanno fatica a trovarne un altro, e poi si deprimono, non accettano impieghi saltuari, scatta il meccanismo dell’orgoglio maschile che in pochi mesi può mettere in crisi un padre di famiglia. E può portare fino alla separazione, con tutte le difficoltà – anche economiche – che questa comporta.

    A sentire le storie di donne che si sono trovate ad affrontare tutto insieme – la mancanza di lavoro, il dramma dei loro uomini, le ripercussioni sui figli – viene da pensare all’istinto di protezione delle madri capifamiglia, che accettano per amore di sopportare condizioni di vita estremamente faticose. Oltre al lavoro in sé, giustificano i mariti disoccupati che non potrebbero accettare lavori “troppo umilianti per un uomo”, e si impegnano a sostenere il ruolo dei padri nei confronti dei figli, insomma tengono insieme tutto.

    La visione eroica di queste figure femminili non può farci perdere di vista la realtà dei dati che l’Istat ha pubblicato sul rapporto annuale 2013. Non c’è niente di romantico quindi nel fatto che le donne resistano meglio degli uomini in tempo di crisi. Almeno non significa che il livello di occupazione femminile in Italia sia paragonabile alla media europea, e soprattutto che la qualità del lavoro delle donne sia migliorata rispetto al passato. Anzi, il ritmo di crescita dell’occupazione femminile nelle professioni non qualificate è più che doppio rispetto a quello degli uomini. Quando lo stipendio delle donne diventa l’unico reddito disponibile, vuol dire che la famiglia si è impoverita. E il bisogno di Stato sociale, di welfare, di servizi di sostegno, asili, scuole a tempo pieno cresce. Le risposte, già le conosciamo.

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario