Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • bambini in classeChi è più debole ha bisogno di maggiori attenzioni. Ma la scuola, quella reale, che conosciamo oggi, riesce a intervenire per affiancare la famiglia di un giovane disabile, e alleviare il lavoro quotidiano di bambini e ragazzi che vivono nel loro corpo e nella mente le difficoltà di un handicap?

    Sono più di 207mila iscritti a scuola, e ogni anno si vedono assegnate un numero di ore  di lezione inferiore all’anno precedente, e ogni anno le loro famiglie devono combattere contro la burocrazia e i tagli di fondi. Poi c’è la logica dei bandi di concorso che escono in ritardo, e non si riesce a sapere quante ore di insegnamento saranno finanziate per ogni istituto scolastico, e tutto questo imprime un rallentamento forzato alla trafila di assegnazione degli insegnanti di sostegno alle scuole.

    Si finisce coi ricorsi ai tribunali amministrativi, ricorsi che si concludono spesso con la vittoria delle famiglie di bambini e ragazzi disabili. Ma qual è il motivo per cui si deve arrivare dal giudice per vedersi riconfermato un diritto?

    Oltre alla tradizionale inefficienza della macchina burocratica italiana ci sono anche le scarse risorse assegnate alla scuola, e agli enti locali. E il numero di insegnanti di sostegno risulta insufficiente a garantire la copertura delle esigenze.

    Ora c’è un piano del Governo che prevede l’assunzione di nuovi docenti, ovvero la stabilizzazione dei contratti a termine, così da arrivare a un totale di 90mila insegnanti di sostegno, a fronte dei 65mila attuali.

    Oltre ai numeri, naturalmente, ci sono le persone. A scuola un ragazzo disabile non può essere considerato separatamente dal gruppo degli altri allievi, e deve avere la possibilità di entrare in rapporto con gli insegnanti curricolari. Ma spesso i professori non hanno la preparazione per gestire correttamente il rapporto con studenti disabili in classe, e non ricevono gli aggiornamenti professionali adeguati.

    Certo c’è l’amore, ci sono insegnanti che sanno come far  sentire un allievo disabile parte del gruppo,  il resto lo fa l’affetto dei compagni di classe, insieme alla buona volontà degli assistenti scolastici. Ma tutto questo è un valore aggiunto, che può nascere nell’incontro tra le persone. La base sui cui costruire, uguale per tutti, dovrebbe essere garantita dallo Stato.

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