Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • ginestrellaCi vuole tempo, e anche pazienza. E soprattutto ci vuole sapienza, quella che un tempo era più diffusa, e oggi appartiene alla tradizione e al patrimonio di pochi appassionati. Però, a giudicare dalle vostre risposte alla redazione internet, ci sono tanti raccoglitori di erbe selvatiche tra i nostri telespettatori. Per quanti ancora ne sanno poco, forse saranno utili alcune istruzioni preliminari.

    Molte erbe che normalmente definiamo infestanti sono in realtà ottime da mangiare, si possono fare in insalata, ripassate in padella, o semplicemente bollite. Per sapere cosa scegliere si può partecipare a uno dei corsi organizzati da associazioni di naturalisti e botanici, quattro o cinque passeggiate nei prati, per imparare a riconoscere cosa c’è di buono tra tanti ciuffi di erbe spontanee…

    Poi, una volta imparate le basi, si procede in autonomia. Il problema è l’inquinamento, che può essere assorbito dalle piantine ai bordi delle strade. Quindi vanno evitate le zone trafficate, e i campi dove sono stati usati pesticidi. Non solo. Anche i prati dove normalmente vengono portati a passeggio i cani non sono consigliabili come luogo di raccolta, gli escrementi potrebbero contaminare le verdure che magari abbiamo deciso di mangiare crude, come una misticanza.

    Per proteggere le piantine l’erba spontanea va raccolta senza estirpare la radice, in modo che possa riprodursi. Così dopo di noi altri verranno a cogliere la piantaggine, la ginestrella, il finocchietto, e l’acetosa….

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