Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • un gruppo di anzianiSe è vero che per uscire dalla crisi bisogna far ripartire i consumi – e infatti le aziende che esportano sono in condizioni migliori rispetto a quelle che si rivolgono solo al mercato interno –  allora bisogna avere più soldi in tasca, e ce li devono avere tutti, non solo i ricchi, ma anche le persone che vanno a fare la spesa, i piccoli acquisti quotidiani, e quelli più impegnativi, come gli elettrodomestici…

    A questo punto possiamo chiederci chi è che va a fare la spesa tutti i giorni, chi ha il tempo per farlo? Sicuramente i pensionati, peccato che il 45% di loro sia al disotto della soglia di povertà, nel nostro Paese. Eppure la spesa per pensioni viene considerata sempre troppo onerosa, per il bilancio statale.

    E’ vero che fino agli anni ’90 si andava in pensione con criteri retributivi, quindi si percepiva un assegno più corposo e meno proporzionato a quanto versato. Oggi 16,7 milioni di persone in pensione costano al sistema 261 miliardi l’anno. In parte si tratta di soldi versati da aziende e lavoratori, che avevano un’aspettativa di reddito, proporzionata al sacrificio fatto durante gli anni di contribuzione.

    Che cosa non funziona? Ad esempio il fatto che i giovani, da sempre fonte di introiti per gli enti previdenziali, non lavorano abbastanza e soprattutto non sono in condizione di versare contributi regolarmente. In questa situazione si riaffaccia la possibilità di chiedere una quota di reddito ai pensionati che percepiscono un assegno “d’oro” superiore ai centomila euro lordi all’anno. Per adesso si tratta di un’ipotesi che andrà esaminata nel corso dell’approvazione della legge di stabilità.

    Intanto, quelli che stanno in mezzo, ovvero i pensionati di medio reddito – subito sopra i millecinquecento euro – che all’epoca del Governo Monti si sono visti bloccato l’adeguamento dell’assegno all’inflazione, hanno saputo che non recupereranno i soldi perduti, ma almeno potranno contare su un nuovo sistema che riaprirà, in parte, il meccanismo della rivalutazione automatica, a vantaggio dei meno abbienti innanzitutto.

    Resta la domanda centrale: perché, di fronte alla necessità di risparmiare, si chiedono sacrifici ai pensionati?

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