Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • dal dentistaSono nove milioni gli italiani che rinunciano a curarsi i denti perché non ce la fanno a pagare il conto del dentista. E il servizio sanitario nazionale copre solo il 10% dell’offerta di cure odontoiatriche.

    Questo è il mese della prevenzione dentale, ci sono oltre diecimila dentisti, segnalati sul sito dell’associazione nazionale Andi, pronti a visitare gratuitamente i pazienti nei loro studi privati. Il problema però non è solo quello di un controllo periodico, cui pure il 30% dei pazienti abituali ha già rinunciato, per motivi economici. Leggi tutto…

  • in frigoAvete notato che su alcuni prodotti alimentari, che troviamo al supermercato, ci sono etichette ecologiche? Sono previste dalla normativa europea e contengono informazioni sul comportamento dei produttori, in termini di contenuto di materiale riciclato, biodegradabilità e assenza di sostanze dannose per l’ambiente, atossicità dei trattamenti necessari per arrivare a realizzare e confezionare il cibo che possiamo scegliere di comprare.

    Ecco, fateci caso, vi servirà anche per avere un’idea di quanta energia si impiega per produrre alimenti, coltivare e concimare e annaffiare i campi, e preparare il cibo che noi acquistiamo, cuciniamo e consumiamo. Ci sono alimenti, come la carne, che costano più energia di altri, come le verdure e il pesce fresco…saperlo ci può aiutare nella scelta. Leggi tutto…

  • sbarchi di migrantiDove si sono imbarcati? In Egitto, sul delta del Nilo, vicino ad Alessandria, dove le autorità di fatto non agiscono contro i trafficanti. La Libia è diventata troppo pericolosa, con le milizie che sparano a vista sui profughi, specie se sono di pelle nera, visto che il razzismo si è fatto più crudele e profondo dopo la fine di Gheddafi. Oggi la Libia non ha un vero governo centrale, un profugo che arrivi in Libia finisce nei campi di prigionia dove non ha accesso nemmeno la Croce rossa.

    E allora si parte dal Nilo, il viaggio è più lungo e pericoloso, e costa fino a 15mila dollari a persona. Dall’inizio di quest’anno si contano 30mila profughi in arrivo sulle coste siciliane. Perché sono disposti a pagare tanto per un passaggio sul barcone che potrebbe non approdare mai dall’altra parte del Mediterraneo, ma naufragare, o incendiarsi, come abbiamo visto accadere in queste ultime terribili settimane?

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  • Voi che recalcitrate contro il destino, terra dei fuochi
    ditemi com’è che su questo pendio,
    che scende al fiume,
    esposto al sole e al vento del sud,
    una pianta trae dall’aria e dal suolo
    veleno e diventa tossica edera? 

     

    Questi versi dell’”Antologia di Spoon River” sono per tutte le persone morte in Campania, in quella che chiamano la “terra dei fuochi”, ed è la zona dove bruciano in media ogni notte undici diversi falò di rifiuti tossici, che avvelenano l’aria, la terra e la vita degli abitanti. I bambini e i ragazzi si ammalano, e anche se nessun registro dei tumori certifica l’aumento delle morti per cancro, ci sono gli allarmi lanciati dai pediatri, che hanno chiesto l’intervento di autorità civili e religiose, perché si fermino i fuochi tossici… Leggi tutto…

  • insiemeDi cosa ha bisogno un ammalato di Alzheimer? Di amore, innanzitutto, e di una speciale attenzione, perché la malattia è lunga e in ospedale si può fare poco. Non c’è cura, ci sono solo dei farmaci che possono ritardare la comparsa di alcune manifestazioni di questa particolare forma di demenza, così difficile da diagnosticare, progressiva e dolorosa per l’ammalato e i suoi familiari.

    In molte città italiane mancano le strutture di assistenza, e soprattutto manca il sostegno per chi accompagna giorno per giorno le persone affette da Alzheimer.

    E c’è da chiedersi cosa ne sarà di loro, negli anni a venire, a fronte di un aumento percentuale dei casi, previsto sulla base dell’innalzamento dell’età media della popolazione, e visto che già oggi gran parte del lavoro rimane sulle spalle dei parenti, e in futuro le famiglie saranno sempre meno numerose? Leggi tutto…

  • i soldiAlla fine è arrivato. L’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% è il primo prezzo pagato all’instabilità politica delle ultime settimane. Un punto in più, che però si aggiunge a tutto il resto, alle altre tasse, e ai mancati guadagni che derivano dalla crisi dei consumi, la quale a sua volta è legata allo scarso potere d’acquisto degli stipendi, al blocco dell’adeguamento delle pensioni, e insomma a tutto quello che ormai conosciamo a memoria, e che fa capo in ultima analisi alla crisi, e alla disoccupazione.

    Certo, nel nostro paese le politiche di sostegno dell’occupazione non funzionano, e i centri per l’impiego sono più che altro degli uffici che registrano le richieste di lavoro dei disoccupati, e fanno poco per formarli e ricollocarli, anche perché hanno scarsi mezzi a disposizione. Leggi tutto…

  • orticoltoriOggi ho portato in redazione il basilico del mio orto personale, quello che coltivo sul balcone di casa, è ancora molto profumato, ce lo godiamo finché non verrà il freddo, e le piantine moriranno. Ecco, io non sono un’esperta, ma il basilico cresce da solo, non mi costa fatica, e la piccola soddisfazione che mi dà il raccolto mi permette di immaginare la gratificazione di quanti tra voi fanno sul serio, coltivano specialità casalinghe, e magari le trasformano in preparazioni da conservare durante l’inverno.

    Qualcuno ha fatto i conti. Ci sono dati Nomisma e Coldiretti sul numero di italiani impegnati nelle coltivazioni “in proprio”. Le stime oscillano tra i tre e i quattro milioni di agricoltori urbani. Leggi tutto…

  • vajontPiove in questi giorni. Tutta l’acqua che cade sul nostro territorio, così accidentato, non può che aggravare i danni già subiti nei decenni. Oggi ricorrono i cinquant’anni dalla tragedia del Vajont, l’onda che il 9 0ttobre del 1963 si riversò nella valle del Piave dalla diga di Longarone.  1917 morti.

    Ora, già cinquant’anni fa si sapeva che una frana era probabile nella valle del Piave, altre frane si erano staccate dalla montagna ed erano finite nel bacino idrico di Longarone. Eppure gli interessi furono più forti della realtà, ma più forte di tutto fu la natura, quella notte. La costruzione della diga era stata completata, il collaudo realizzato, tutto coi soldi dello Stato, e però l’onda, potente come una bomba atomica, spazzò via tutto. Leggi tutto…

  • alitalia ufficiSlitta di giorno in giorno, di settimana in settimana, il consiglio di amministrazione di Alitalia. Oggi i vertici della compagnia incontrano il Governo, domani nuova riunione del cda. La decisione da prendere è una questione di vita o di morte dell’azienda che per sopravvivere ha bisogno di ossigeno – nel senso che mancano i soldi per pagare gli stipendi – e chi potrebbe intervenire per rianimare il moribondo?

    I francesi hanno posto condizioni rigide per rilevare una quota superiore all’attuale 25%.  Airfrance chiede ristrutturazione e tagli del personale. La banca che detiene il 10% – Intesa San Paolo – potrebbe continuare a sostenere una compagnia che però si mantenga efficiente. E questo è il punto. Perché non ha funzionato la gestione dei “capitani coraggiosi” che hanno rilevato Alitalia – la parte buona, perché i debiti, almeno tre miliardi della cosiddetta bad company, ce li siamo accollati noi contribuenti? Leggi tutto…

  • lampadina accesaL’apertura del mercato dell’energia ha prodotto un miglioramento nei prezzi di elettricità e gas? Non sembra, almeno per il momento. Certo, numericamente sono aumentate le possibilità di rivolgersi a fornitori diversi, ma in effetti i risparmi sono contenuti, e poi spesso si riferiscono al primo periodo, non si estendono molto a lungo nel tempo. Leggi tutto…

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