Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • cassa in derogaNon ci sono soldi per pagare la cassa integrazione in deroga, un provvedimento che copre trecentocinquanta persone, e le loro famiglie. Si tratta di lavoratori di aziende in crisi che si sono appoggiate a questo ammortizzatore sociale, nato per tutte le imprese, grandi e piccole, in presenza di una situazione straordinaria di difficoltà.

    I soldi si prendono dalla fiscalità generale, ma sono le regioni a decidere se e quando erogare la cassa in deroga…e oggi, che gli stanziamenti avvengono in ritardo, anche i versamenti ai lavoratori si sono rarefatti…

    Si conta sulla legge di stabilità, ma, ancora una volta sarà un provvedimento-tampone, e sono già partiti i rimpalli di responsabilità tra i vari enti coinvolti: Inps, regioni, amministrazione centrale…

    Si parla di trecento milioni per coprire novembre e dicembre, per sopravvivere fino a fine anno, ma serviranno davvero? Questi soldi per pagare i dipendenti di imprese in crisi, potrebbero andare a coprire altri investimenti? In realtà molte delle aziende con lavoratori “in sospeso” potrebbero scegliere di licenziarli e non lo fanno, aspettano la ripresa, che però tarda ad arrivare. I sindacati difendono i diritti acquisiti e preferiscono uno strumento poco puntuale come la cassa in deroga al nulla, ovvero agli altri ammortizzatori sociali che tardano ad andare a regime.

    Con la disoccupazione che supera il 12,2% la cassa in deroga non può più bastare. Si preparano riforme, si ridurranno i finanziamenti. Ma una via nuova e organica per affrontare la questione, un modello che superi le differenze delle scelte locali si potrà valutare solo dai risultati, una volta varato.  Sarà migliore, più equo? I lavoratori saranno valorizzati e messi in condizione di rientrare nel mercato che li ha espulsi?

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