Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • pendolariI pendolari viaggiano in treno, e anzi quelli che scelgono la ferrovia sono in aumento, specie nelle grandi aree metropolitane. A causa della crisi, del costo alto dei carburanti….

    Ma le linee ferroviarie locali tagliano i convogli, e le tratte, e pure le tariffe aumentano. Del resto abbiamo prezzi dei biglietti tra i più bassi dell’area euro. Quello dei treni locali non è un affare che porta guadagni, è più che altro un peso, se lo paragoniamo agli incassi dei  treni superveloci che solcano la direttrice Nord-Sud, salvo poi fermarsi a Salerno… e quindi? Chi paga?

    Dovrebbero pagare le regioni, che hanno il compito di garantire anche la qualità del servizio ferroviario locale. E invece…a questo capitolo di spesa risulta iscritto solo l’1% dei bilanci. E poi c’è il deficit, e il taglio dei trasferimenti dallo Stato.

    Quindi il carico della gestione e manutenzione ed eventuale soppressione di linee ferroviarie poco redditizie viene sostenuto solo dalle quelle regioni che riescono a trovare i fondi, e pagano per far viaggiare i treni. E rimborsano i clienti in caso di ritardi. Dove i soldi mancano, a farne le spese sono i pendolari. Qualche volta al treno si sostituiscono i pullman, una parte delle linee soppresse in Piemonte sono percorse oggi da autobus.

    Negli altri casi ci si accontenta di reti che non vengono rinnovate e sono scarsamente mantenute, di vagoni non riscaldati, sporchi – insomma, se vi è capitato di viaggiare a bordo di questi convogli locali, non lo avrete certo dimenticato. E nonostante tutto, ci sono pendolari che organizzano proteste, e manifestazioni, perché questi vecchi treni, troppo pieni e sempre in ritardo, non vengano soppressi. Perché magari non saranno tanti quanti sono gli automobilisti incolonnati sulle tangenziali all’ora di punta, ma sono comunque tre milioni di persone che non hanno alternative di trasporto.

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