Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • cassonettoLa tassa dei rifiuti, ci avete capito qualcosa? Da gennaio si chiamerà Tari, forse è presto per capirci qualcosa, forse invece no, perché la prima scadenza prevista è il 16 gennaio, e se dovessero recuperare la mini-Imu si tratterebbe di mettere insieme due pagamenti, e allora sarebbero dolori..

    Comunque, per restare alla stretta attualità, anche quello che avviene in queste settimane coi pagamenti della Tares, tassa sui rifiuti che ha sostituito la vecchia Tarsu, dimostra il caos cui saremo esposti a partire dal prossimo anno.

    Perché un numero consistente di contribuenti si è visto recapitare cartelle fiscali con tariffe molto più alte rispetto a quelle precedenti. Ora, quello che avviene tipicamente è che gli importi aumentino in modo inversamente proporzionale all’efficienza dello smaltimento. Quindi: meno differenziata, tassa più cara. Ma non è tutto.

    La Tares applica criteri legati in teoria a un principio sacrosanto, ovvero “più inquini più paghi”, purtroppo però la teoria non è seguita dalla pratica, che consisterebbe nel pesare i rifiuti non riciclabili prodotti da ciascun nucleo familiare. Risultato: si contano i metri quadri delle case, e il numero degli abitanti, e il resto si presume, in base all’attività svolta nei locali da tassare. Quindi in alcuni comuni pagano di più gli alberghi, altrove pagano di più i negozi, insomma il caos è già tra noi. E mentre per il 2013 è stata concessa la possibilità di derogare al criterio della Tares, e ripercorrere i passi della vecchia Tarsu, dal prossimo anno non sfuggiremo.

    Il sistema – tutto teorico – del “più sporchi più paghi” è il cardine della Tari, che ingloberà anche una quota di servizi comunali, come illuminazione e sicurezza. Insomma, in un Paese ideale sarebbe un’ottima soluzione, ma nel nostro Paese reale ci sono pochissimi comuni che fanno la differenziata all’85-90%, e pesano i rifiuti scartati dalle famiglie, prima di applicare le tariffe Tares. Per la maggioranza di noi cittadini, nulla da fare. Aspetteremo la mannaia fiscale…

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