Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • ospedali europeiSi sono aperte le frontiere sanitarie europee, da ora in poi ci si potrà curare in uno qualsiasi degli ospedali pubblici di uno qualsiasi degli Stati di Schengen, cioè dei ventisette Stati membri dell’Unione Europea. E’ una direttiva comunitaria, recepita da un decreto legislativo italiano, a introdurre il principio della libera circolazione dei pazienti bisognosi di cure mediche, entro i confini dell’Unione.

    In effetti non avverrà prima di un anno, considerati tutti gli adempimenti necessari per rendere operativa questa riforma. Quindi, per il momento, parliamo di una questione di principio, stabilita in linea teorica, e non possiamo sapere quanto sarà seguita nella prassi. Oggi la tendenza prevalente è quella di spostarsi da una regione all’altra per ottenere cure migliori, e soprattutto più tempestive. Anche perché andare all’estero non è gratis, e non tutte le cure sono considerate essenziali dal servizio sanitario nazionale, quindi chi va fuori dall’Italia non può sempre ottenere rimborsi. Vedremo in futuro, una volta che le nuove norme saranno andate a regime.

    Quanto ai principi, restano dubbi sull’equità del provvedimento. Il meccanismo della riforma prevede che si faccia domanda alla Asl di riferimento, e si aspetti l’autorizzazione, che deve arrivare entro trenta giorni, prima di partire per l’ospedale straniero. Quanto ai costi, si tratta di anticipare le spese sanitarie, che verranno rimborsate dallo Stato italiano dopo sessanta giorni. Questo esclude dalle possibilità di scegliere dove curarsi le persone a basso reddito, che tra l’altro dovrebbero pagarsi spese di viaggio e soggiorno.

    E poi c’è la circolazione delle informazioni, che non esiste oggi in Europa. Per avere un database che conservi tutti i dati relativi alla qualità dell’offerta sanitaria nei vari ospedali italiani dovremo aspettare un anno. Lo stesso avverrà nei singoli Stati dell’Unione, ma un archivio collettivo europeo non è previsto dalla direttiva. Basterebbero poche domande per ciascun ospedale: quanti casi di questa malattia avete trattato? Quanti morti, o incidenti avete avuto? Ecco, già questo permetterebbe ai cittadini europei di farsi un’idea…

     

  • 2 Commenti

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    • mdemedici scrive:

      Certo, vi metteremo in contatto al più presto. Grazie per averci scritto. E auguri per il suo bambino.

    • andrea quattrocchi scrive:

      sono un papà di un bambino affetto da tetraparesi spastica oggi ho visto la trasmissione dove si parlava di un centro in slovacchia vorrei mettermi in contatto con la mamma del bambino che avete intervistato certo della vostra collaborazione cordiali saluti

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