Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • celluleLa ricerca procede velocemente, ma non tutto quello che si sente dire in giro corrisponde alla realtà delle verifiche scientifiche. Ora, parlare di staminali in questo momento significa risvegliare nella mente di chiunque le polemiche legate al metodo Stamina, che sostiene di curare i pazienti a  partire dall’utilizzo delle cellule mesenchimali estratte dal midollo osseo.

    Il grande clamore sollevato da tutta la vicenda Stamina rischia di farci perdere di vista l’efficacia delle altre terapie, quelle certificate dai protocolli ufficiali e confermate da anni di applicazioni terapeutiche.

    Ci sono fabbriche di cellule staminali autorizzate dall’Agenzia del Farmaco in Italia, e in questi laboratori che sono veri e propri centri terapeutici si applica la medicina rigenerativa. Si lavora per i trapianti di pelle e di cornea, e per la cura delle leucemie. Si sperimenta con successo la terapia genica cellulare, che riesce a interferire con lo sviluppo di malattie genetiche.

    Ora, non tutti ci potremo curare a partire dalle cellule staminali adulte “autoprodotte”. Ci sono molti tessuti complessi nel nostro organismo, che ad oggi non si possono riparare a partire dal nostro patrimonio personale di cellule adulte. Ma la ricerca continua, quella di base, quella preclinica, e segue tre fasi di sperimentazione, tra rigidi controlli e ispezioni regolari, e ha bisogno di importanti investimenti per continuare a produrre risultati scientifici, che siano applicabili nelle cure di alcune malattie. Si studia sulle patologie neurodegenerative, sull’insufficienza renale ed epatica.

    Come possiamo contribuire a questa ricerca? Chi partorisce in alcuni ospedali italiani può donare le staminali del cordone ombelicale, che finiscono in una banca pubblica e possono contribuire a salvare la vita di ammalati di leucemia.

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