Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • caciotteChe cosa mangiamo quando addentiamo un pezzo di formaggio? Latte, sale, caglio…e poi? Intanto i latti non sono tutti uguali, c’è differenza tra quello di pecora, di capra, di mucca…

    Quando però si passa dal latte al formaggio diventa difficile spingersi in ulteriori dettagli, perché le etichette non sono chiare, non sempre. O meglio non esiste l’obbligo di indicare più di latte, sale e caglio. Ora, ci sono altre mille variabili che fanno la qualità di un formaggio, dal cibo che mangiano gli animali, alla flora batterica che va aggiunta – a meno che non si parta da latte crudo, e alla qualità del caglio.  

    Non è sempre vero che il formaggio industriale costi meno di quello artigianale. Ma il problema è che l’etichetta non racconta nulla, tutto sta alla buona volontà dei produttori.

    In ogni caso il formaggio industriale è fatto a partire dal latte pastorizzato, quindi portato alle alte temperature, mentre quello artigianale si fa col latte crudo….ma quante volte vi è capitato di andare in giro per mercatini dove sono esposti pezzi anche molto invitanti di cacio “nostrano” privi di qualsiasi indicazione? Ecco, questo è il problema.

    A proposito, se volete sentire davvero il sapore del formaggio che vi viene offerto al ristorante evitate di mischiarlo con le marmellate, o con le moscardine tanto di moda… coprono le caratteristiche – e anche gli eventuali difetti – dell’alimento.

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