Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • numeretti alla posta–         Vado alla Posta..

    –          A fare?

    –         A pagare un bollettino di conto corrente.

    –         Auguri!

    Questo è il dialogo-tipo, già da alcuni mesi. Perché alle Poste il pagamento dei bollettini è diventato un’operazione residuale. Se siete abituali frequentatori degli uffici ve ne sarete già accorti da soli.

    Si entra, e si prende un numeretto, con una lettera alfabetica che corrisponde al servizio richiesto. La A è per “servizi finanziari” la E per i “titolari di un conto Bancoposta”, la P per “spedizioni”, e infine la C per “pagamenti dei bollettini”.

    Quello che succede tipicamente è che la fila procede per le prime tre lettere, mentre languono le chiamate dei clienti con la C. Devo confessare che mi è anche capitato di mettermi a  frugare tra i numeretti gettati a terra per tentare di tirare su qualche scarto, che potesse farmi saltare qualche posizione in fila.

    Il problema è che lamentarsi non serve a nulla, anzi, casomai, può aizzare le ire di qualche direttore di ufficio postale particolarmente incline a insegnarvi l’educazione.

    Cosa succede? Succede che le Poste hanno cambiato lavoro, sono diventate una banca e insieme un negozio, molti dei vecchi clienti che venivano a far la fila per pagare una bolletta si sono dovuti riconvertire in pagatori “on line”, ma c’è qualcuno che non ce la fa, in genere sono i più anziani, i meno tecnologici, minoranze che non interessano.

    Per non parlare dei ritardi nel recapito della corrispondenza, nelle mancate consegne di raccomandate, pur in presenza dei diretti interessati…. eppure le Poste continuano a essere titolari di un servizio universale al pubblico, che devono garantire a prezzi accessibili. Per questo lo Stato paga circa tre miliardi di euro all’anno, pensate un po’…

  • Un commento

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    • Giuliana scrive:

      Sono una dipendente di poste italiane (la minuscola non è un caso) del ramo “sfigato”: il recapito. Conosco tutti i problemi della fila allo sportello (prendo sempre tutti e tre i bigliettini…(che bello quando potevi decidere di scegliere la cassiera che ti sembrava più veloce) perchè anche negli uffici dove condividiamo l’edificio, la separazione è ormai rigida. Il recapito è ormai la Cenerentola di poste dopo vari tagli basta un’assenza o un picco di corrispondenza per creare problemi…ma il vero problema del recapito (oltre alla non sempre completa copertura dell’organico) è il buon funzionamento della logistica, che da quando sono stati chiusi e accorpati i CMP è andata in tilt (ma l’azienda nega) e poi ci sono delle assurdità la posta ordinaria e a firma locale indirizzata nel luogo da dove viene spedita, non rimane sul posto per essere recapitata direttamente, viene insieme a tutto il resto mandata allo smistamento a 100 Km di distanza o più, magari. Il timbro postale (che una volta faceva fede) che tutelava l’utente e il postino e pressoché scomparso, era di facile lettura, ma era antico…ora ci sono il povero cliente, il codice a barre e il palmare…le file gestite dal computer…e altre meraviglie moderne..che il cielo ci aiuti!

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