Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • inquinamentoMa perché l’inquinamento continua ad aumentare? C’è qualcosa che non funziona nelle nostre politiche per il controllo delle emissioni nocive, da auto e moto ma anche dai mezzi pubblici e durante l’inverno da riscaldamenti – ultimamente il consumo di legna e pellet, dannoso per l’ambiente, è in aumento.

    Non solo. Nelle principali città europee appena il 10% degli abitanti respirano un’aria considerata accettabile in base alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. In Italia le polveri sottili superano il limite in tutti i principali centri urbani.

    La qualità dell’aria è peggiorata, e c’è scarsa consapevolezza dei cittadini. E giusto fastidio, anche, soprattutto perché decidere di lasciare a casa l’auto non  è un comportamento incentivato dal funzionamento dei trasporti pubblici. Anzi. I nostri investimenti vanno per i tre quarti destinati alle tratte di lungo raggio – pensate alla proporzione tra i treni ad alta velocità e i convogli regionali, quelli che in altri Paesi normalmente servono la cintura metropolitana, e permettono anche a noi, da turisti, di spostarci abbastanza agevolmente.

    I rimedi dunque ci sono, e sarebbero strutturali, ma l’Italia non li applica, e finisce per dover affrontare i costi sanitari delle malattie causate dall’inquinamento. Ecco l’elenco. Ai primi posti ci sono infarto e ictus, malattie dell’apparato cardiovascolare, poi il tumore del polmone, che è stato recentemente messo in diretta relazione con le polveri sottili respirate, l’asma cronica, poi c’è il rischio di nascite premature causato dall’esposizione continuata delle donne in gravidanza all’inquinamento.

    Secondo i dati di Agenzia europea per l’ambiente mille persone muoiono ogni giorno a causa dello smog.

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