Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • ogmNel nostro Paese è vietata la coltivazione di organismi geneticamente modificati, ma si possono importare le sementi prodotte da biotecnologie, soprattutto mais e soia transgenici.

    Anche in Europa si cerca di porre un freno alla diffusione di queste coltivazioni, ma non si arriva ad approvare una nuova normativa comune, soprattutto una normativa che produca obblighi per gli Stati.

    Intanto le multinazionali che producono da quindici anni sementi Ogm producono anche quelle tradizionali, il mercato non fa differenza, quando l’obiettivo è vendere. Così gli anni passano e le questioni restano tutte ancora aperte. Queste piante, soprattutto il mais e la soia, sono utili per sconfiggere carestie e rendere coltivabili terreni altrimenti sterili?

    Sicuramente resistono a particolari condizioni ambientali, ma non sembra che la fame nel mondo sia stata sconfitta grazie a queste coltivazioni arricchite di sostanze nutrienti. Se è il mercato a dominare la logica degli Ogm non si vede perché le multinazionali dovrebbero regalare sementi ai paesi poveri. In realtà sono in vendita, non in omaggio. Il vero vantaggio che producono è legato alla natura della loro produzione, e finora non sono stati osservati danni alla salute delle popolazioni esposte ai prodotti agricoli Ogm, che ad oggi sono coltivati sull’11% dei terreni mondiali.

    C’è un’altra questione, ed è la tutela della biodiversità, che vuol dire salvaguardare le condizioni ambientali degli altri campi, quelli ad agricoltura tradizionale e quelli bio. Questo rimane un problema difficile da superare, perché giocano fattori come il vento, e gli insetti che impollinano le piante, volando da un luogo all’altro. Le questioni restano aperte, e se è vero che la ricerca non si può fermare, è altrettanto difficile imbrigliare la natura.

    Se per vostra scelta non volete avere a che fare con gli Ogm, sappiate che in qualche modo è impossibile evitarli. Ormai il 75% della soia usata nell’alimentazione degli animali è di origine transgenica, e non esiste obbligo di indicarlo in etichetta, al momento della vendita dei prodotti derivati, come latte e carne. Ancora una volta, si può premiare solo la buona volontà.

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