Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • fette di salmoneCi sono questioni nutrizionali, e ci sono questioni etiche. Il salmone che vediamo esposto negli scaffali dei nostri supermercati, e che per anni abbiamo mangiato solo nel periodo natalizio, da qualche tempo, anche a causa del “logorio della vita moderna”, è diventato una scelta più frequente, che mette insieme l’ esigenza di mangiare un po’ di pesce una o due volte a settimana, e la facilità di preparazione. Se è affumicato si tratta solo di metterlo nel piatto, e anche il trancio fresco richiede cottura breve tipo bistecca.. insomma non ci si pensa. E invece..

    Nel caso del salmone ci sono da considerare tanti aspetti, spesso contrastanti tra loro. Il pesce che nuota libero nell’Oceano, e poi risale la corrente, è in via di estinzione nell’Atlantico, e anche nel Pacifico gli esemplari si vanno riducendo in numero. E quelli sarebbero i pesci più nobili, ricchi di omega 3, e relativamente poveri di contaminanti, perché, nonostante la grossa taglia hanno vita relativamente breve. Mangiarli però contribuisce ad assottigliare le popolazioni marine, oltre ad avere un costo molto alto, sui cento euro al chilo.

    Molti infatti consumano salmone di allevamento, che arriva fresco soprattutto dal Cile, poi una parte viene affumicato crudo, il resto viene venduto subito o congelato. I salmoni allevati sono nutriti con farina di pesce quasi al 90% e per il resto con farine vegetali, e nei mangimi vengono inserite sostanze coloranti, autorizzate dalla legge, che servono a riprodurre, in assenza di un alimentazione a base di crostacei, il classico colore rosa-arancio delle carni.

    Affumicare il pesce crudo comporta da un lato la possibilità di allungarne i tempi di conservazione, dall’altro però non mette al riparo dal rischio di un batterio, la listeria, che può causare la listeriosi, una malattia infettiva, particolarmente pericolosa per le donne incinte. Ecco perché si dice che durante la gravidanza il salmone non andrebbe consumato. E poi il fumo sviluppa idrocarburi aromatici dannosi per l’apparato digerente… insomma, torniamo al solito punto.

    Gli alimenti trasformati saranno pure comodi perché accorciano i tempi di preparazione, ma quelli freschi sarebbero da preferire, anche per dare maggiore valore al cibo, valutando il tempo di preparazione come un guadagno e non come una perdita.

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