Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • tasi caseQuale sarà il futuro della tassazione sulla casa? Cosa ci dobbiamo aspettare, ora che la Tasi ha sostituito l’Imu? Le associazioni dei consumatori hanno cominciato a fare i conti e c’è chi calcola che più di cinque milioni di famiglie rischiano di pagare di più. Tutto dipenderà in effetti dalla scelta delle varie amministrazioni comunali. I comuni hanno a disposizione uno 0.8% di potenziale aumento delle aliquote, e il costo potrebbe ricadere sulla famiglia di medio reddito, se ancora di medio reddito si può parlare.

    Il fatto è che si parte dalla rendita catastale per determinare il valore di una casa, poi si applica l’aliquota sulla prima o seconda casa, poi ci sono le possibili detrazioni per le persone di reddito basso. Finora i comuni davano una quota dell’Imu allo Stato e inoltre la tassa sugli immobili era stabilita in un punto in più ma aveva detrazioni fisse, e questo metteva al sicuro un 25% di famiglie che oggi invece rischiano di pagare la nuova Tasi. I comuni decideranno autonomamente se imporre una tassazione più alta anche nei confronti di proprietari meno abbienti. Magari la scelta dipenderà dalle condizioni di bilancio degli enti locali, molti dei quali sono in dissesto cronico. Tutti questi provvedimenti sono in attesa di norme attuative, dunque per il momento possiamo fare soltanto ipotesi. E sappiamo cosa significa arrivare all’ultimo momento, ci è già successo all’inizio di quest’anno con la mini-Imu.

    Di più, siamo in attesa di riforma del catasto e rivalutazione delle rendite catastali, quindi della ridefinizione del valore dei nostri immobili. Alcuni hanno già ricevuto cartelle esattoriali con l’accertamento sulla rendita catastale della loro casa. Ecco, questo è ciò che fa la differenza: anche se l’aliquota non cambia, o addirittura diminuisce, ma cambia il valore della casa, si finisce per pagare di più.

    Un altro spettro aleggia sul vuoto delle certezze, ed è la voce che ipotizza un aumento delle aliquote sulle prime o seconde case per poter finanziare quelle detrazioni a vantaggio dei ceti più deboli, attualmente nonpreviste dalla normativa.

    Arriveremo a giugno, e affronteremo anche questa. Nel frattempo ci chiediamo: dov’è la semplificazione?

     

     

     

     

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