Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • auto in colonnaMa come è possibile che altri Paesi europei riescano a contenere i prezzi delle polizze di assicurazione per gli automobilisti entro certi livelli, e che la media delle tariffe rimanga inferiore ai costi italiani, in alcuni casi fino alla metà – circa duecento euro in meno, rispetto a quanto paghiamo qui da noi?

    Diciamo che dipende da tanti fattori, ma principalmente dal fatto che i sistemi per incrociare i dati sulle polizze effettivamente pagate, di stanare le frodi e di sanzionarle adeguatamente in Italia ancora non funzionano, non sono a regime, nonostante l’esistenza di archivi che permetterebbero di migliorare i controlli, se solo si mettessero a confronto le informazioni.

    Ci sono quasi quattro milioni di auto senza contrassegno. La motorizzazione ha una lista, che però deve essere messa a disposizione della polizia, o dei vigili; la possibiltà di controllare chi non paga anche attraverso le telecamere delle ztl o i tutor autostradali è prevista in linea teorica, aspetta però un’applicazione pratica.

    Questa delle frodi è una questione che pesa sul 40% circa del costo di una polizza rc auto, poi ci sono i risarcimenti alti decisi dall’Italia per i casi di incidenti gravi, e poi non si può dimenticare la concorrenza, che rimane un miraggio. Tutte le compagnie, più o meno, hanno trovato i loro aggiustamenti per ricalcolare il peso delle singole voci sul totale del costo di una polizza. Vent’anni sono passati dalla storica apertura del mercato, ma non si può dire che i tentativi di liberalizzare il settore abbiano funzionato.

    Le tariffe continuano ad aumentare anche per gli automobilisti virtuosi, quelli che non fanno incidenti. Il calcolo della classe di merito non incide più di tanto, neppure per i membri della stessa famiglia, che dovevano essere per legge inseriti nella medesima categoria di rischio. La norma non ha funzionato, il mercato si è autoregolato diversamente, nel senso che le compagnie hanno inserito nuovi criteri di valutazione del premio da pagare, tipo la città di residenza o l’età, quindi l’esperienza e il rischio potenziale di fare incidenti…

    Anche la famosa scatola nera, che doveva servire a risparmiare a fronte di un comportamento virtuoso, sembra vanificata dallo stile di guida di quanti l’hanno montata sul proprio veicolo. Chi è prudente ha accettato di provare il dispositivo di registrazione, chi faceva più incidenti non ci ha pensato neppure per un istante. Risultato: un altro nulla di fatto.

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