Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • bene-sequestrati-mafia_fullSi dice che le mafie sono ormai da anni delle multinazionali, che il modo più efficace per colpirle è toccare gli interessi economici dei boss. E infatti una delle strategie della lotta al crimine organizzato è la confisca dei beni. Lo prevede – in teoria – una legge del 1982. Ma in pratica l’assegnazione dei beni confiscati ai clan malavitosi e destinati ai cittadini, alle istituzioni, passa attraverso un percorso lungo, che viene rallentato da mille difficoltà burocratiche.

    C’è un’agenzia governativa preposta a questo compito – sede vacante da un paio di mesi – ci sono migliaia di edifici, grandi e piccoli, ville, terreni sequestrati ai boss, e confiscati dopo tre gradi di giudizio, che potrebbero trasformarsi in beni comuni. Intorno a queste proprietà si muovono interessi contrastanti.  Corrono seri rischi economici le aziende ex mafiose che un tempo erano fiorenti, perché agivano fuori dalle regole dell’economia ufficiale, nell’illegalità, sfruttando il lavoro nero.

    Le aziende sequestrate ai mafiosi, al momento della confisca finale sono già decotte al 90%, un po’ perché i boss fanno terra bruciata, un po’ per l’illegalità che prima favoriva gli affari, un po’ per le pesantezze burocratiche dello Stato. Si blocca il credito delle banche, si devono regolarizzare i dipendenti, i fornitori chiedono i pagamenti..in molti casi i clienti sono “invitati” a rivolgersi altrove. Insomma la tempestività conta, se si vogliono mantenere in buona salute le aziende, e invece sequestri e confische seguono ancora iter troppo lunghi.

    Come in tutte le cose, esistono esempi positivi, cooperative di lavoratori che hanno riportato alla legalità ditte ex mafiose, organizzazioni no profit che producono agricoltura biologica sui terreni confiscati. Questo vuol dire che si può fare, anche bene, ma molto dipende dai soggetti che prendono in carico i beni, in un tempo ragionevole.

    Poi c’è una cosa quasi inspiegabile, ed è la logica di conservazione del denaro liquido, pure quello confiscato ai boss, e disponibile per lo Stato. Perché non viene immediatamente reimpiegato? Ora, di questi tempi i soldi non si possono sprecare, e anche il Governo sembra intenzionato a rilanciare. Vedremo. Solo questa mattina beni pari a 13 milioni di euro sono stati sequestrati a Casal di Principe…

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario