Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • casatiello-sideIn questi giorni si fa la spesa, e poi si comincia a preparare…soprattutto si fanno torte, pizze salate e dolci, che conoscono mille varianti nelle nostre regioni.

    Le tradizioni gastronomiche pasquali sono tutte fondate sulla logica del recupero, della cucina che nasce povera e si tramanda negli anni.

    Così si spiega anche il concentrato di calorie per porzione.

    Le torte pasqualine sono piene di uova, salame, formaggio, in qualche caso ci sono anche i ciccioli di lardo, e nell’impasto al solito olio di oliva si aggiunge la sugna. Certo, in origine, pranzi così calorici si potevano fare solo nei giorni di festa, oggi abbiamo problemi diversi, di abbondanza, e dobbiamo tagliare qua e là per evitare sovrappeso e malattie.

    Una caratteristica delle feste è il valore simbolico del cibo. A Pasqua si mangia la carne di agnello, le pizze si segnano a forma di croce… A Trieste la “pinza” – torta dolce – rappresenta la spugna con la quale i soldati diedero da bere l’aceto a Gesù crocifisso, in Liguria la torta salata di erbe e uova sode deve essere realizzata a partire da 33 sfoglie di pasta – 33 come gli anni di Cristo.

    Oggi riscopriamo le tradizioni che avevamo messo da parte per alcune decine di anni, forse per mancanza di tempo, o per seguire altre mode. La via moderna della ricerca passa da internet, dove impazzano i forum di ricette, e la cucina di Pasqua in tempo di crisi torna ad essere luogo di recupero, per evitare di spendere troppo e per ridurre anche gli sprechi alimentari.

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