Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • 50 euroMa l’euro ci conviene davvero? Certo, è una tesi che si va diffondendo, in questi tempi di vigilia delle elezioni europee. Ma l’uscita dall’euro comporterebbe intanto una serie di problemi immediati per i risparmiatori, che vedrebbero ridotto il valore del loro denaro. Ci sarebbe una corsa a ritirare i soldi dai conti correnti, e poi si cercherebbe di investirli in altre valute, considerate più forti.

    I vantaggi della competitività , quelli che deriverebbero dal passaggio  a una “nuova lira” sarebbero riassorbiti nel medio periodo, dopo un’euforia iniziale. Gli imprenditori dovrebbero continuare a rifornirsi di materie prime dall’estero, e costerebbe sempre più caro.

    I tanti cittadini che oggi si sentono più poveri a causa dell’euro, contestano soprattutto le speculazioni avviate all’indomani della conversione alla moneta unica, e la mancanza di controllo sui prezzi, che raddoppiarono appena fu introdotto l’euro. Certo, la politica monetaria comune avviata a Bruxelles e Francoforte ha dovuto affrontare lo shock del 2008, la crisi partita dalle speculazioni sui mercati finanziari.

    Ma oggi, che stiamo pagando il prezzo della recessione, e la perdita di posti di lavoro, il calo del valore dei salari e delle pensioni, forse non siamo disponibili a pensare alle politiche di integrazione europea di lungo respiro. Forse perché l’Europa ha dettato regole di rigore, di controllo dei debiti degli stati nazionali, che si sono tradotte in tasse e tagli, e che hanno colpito la vita di tutti noi, ogni giorno un po’ di più.

    Ci sono squilibri in seno ai Paesi dell’area Euro, che non sono stati finora sanati dalle politiche economiche comuni. Si tratta di differenze importanti tra sistemi economici e industriali, ma certo il rigore degli anni recenti non ha aiutato i più deboli. Ecco perché tante persone non vedono i vantaggi  dell’Unione monetaria e fiscale, che dovrebbe preludere alla federazione europea. Si sta insieme per contare di più nel mondo, ma anche per migliorare il proprio livello di vita, per aiutarsi e sostenersi in caso di problemi. Aspettiamo una nuova Europa, solidale, più vicina ai cittadini, alle persone.

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