Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • cartolinaAbbiamo perso il primato da tempo. Non siamo più al vertice della classifica dei Paesi più visitati dai turisti, eppure siamo ancora molto amati dagli stranieri, abbiamo il maggior numero di siti Unesco, ma tutto questo non basta a riempire alberghi e ristoranti. Perché? Intanto perché è difficile muoversi in Italia, a giudicare dallo stato delle strade – sono dissestate o interrotte anche quelle che conducono alle costiere più famose del mondo, e i turisti, anche in questi giorni del ponte di Pasqua, si trovano a subire deviazioni e sensi unici alternati. E la situazione non migliora durante l’estate, anzi ci sono spiagge bellissime chiuse per frane…

    Questa però è solo una parte della storia. C’è una questione globale, e riguarda la macchina del grande turismo di massa, che si è spostata dal vecchio baricentro europeo verso nuovi Paesi. Tutti  hanno perso posizione in Europa, dalla Francia alla Spagna, ma noi più degli altri. Il calo delle presenze provoca effetti a cascata sull’indotto: alberghi e ristoranti vuoti, bar e pasticcerie che fanno meno affari, e poi le ditte di pulizia, le lavanderie, i fornitori, oltre ai musei e ai siti archeologici, e i negozi di souvenir. Forse siamo andati avanti per troppo tempo nella convinzione che si potesse campare di rendita, e invece non è così. Abbiamo strutture ricettive a sufficienza ma non sempre trattiamo bene i nostri ospiti, e poi il turismo è cambiato, noi non ci siamo adeguati, oggi non si vende più il pacchetto mare-città d’arte, ora i viaggiatori sono in cerca di esperienze…

    Per riuscire a cambiare passo, a farci una nuova immagine internazionale, possiamo puntare su milioni di luoghi da scoprire, con le tradizioni e la gastronomia che ci rendono famosi nel mondo, ma non abbiamo cura del territorio, che ci frana letteralmente sotto ai piedi, e una frana vuol dire non solo strade chiuse ma anche interruzione dei servizi di acqua e corrente elettrica…come si fa a visitare un Paese disseminato di piccole crisi idrogeologiche?

    Manca la manutenzione dei luoghi, e manca la voglia di curare le nostre città, e strade, e giardini, con quella cura che parte dall’amore per i luoghi che sono i nostri, e dunque dovrebbero essere belli per noi, prima ancora che attraenti per gli stranieri.

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