Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • concordia raddrizzataOra bisogna sbrigarsi. La nave Concordia va rimossa dalle acque del Giglio entro l’estate. Come, però? Ci sono ancora questioni aperte e riguardano aspetti ambientali ed economici insieme. Si tratta di decidere quale strada privilegiare, tra quelle che si sono proposte fino a oggi: i porti italiani di Genova, Civitavecchia o Piombino, oppure un porto turco. Ecco, l’ultima è la proposta che appare più economicamente conveniente per lo smaltimento – anche perché meno rispettosa per l’ambiente –  ma la linea prevalente nel Governo è quella di tenere il relitto in Italia.

    Lo smantellamento deve diventare occasione di guadagno, una sorta di risarcimento economico di almeno una parte dei danni – alcuni impossibili da calcolare, come la perdita di vite umane, 32 morti a causa del naufragio.

    Le ultime tendenze sembrano privilegiare l’ipotesi Genova, un porto solo relativamente vicino, infatti ci vorrebbero cinque giorni per portare la Concordia al sicuro nei cantieri navali del capoluogo ligure. Tutti i costi andrebbero a carico dell’armatore, la compagnia Costa Crociere, ma i rischi ambientali, se qualcosa andasse storto, ricadrebbero su tutto il mare Tirreno.

    Al Giglio si discute sulle ipotesi ancora in campo,  all’inizio del prossimo mese sarà presa una decisione definitiva. La preoccupazione principale è quella di non inquinare le acque, subito dopo però ci sono gli interessi di turisti e cittadini che si trovano ad affrontare una stagione appena agli inizi. Se le operazioni fossero troppo lunghe tutta l’estate potrebbe essere compromessa…

    E poi, anche una volta spostata la Concordia, resterà una piattaforma di cemento armato sul fondale del Giglio. E’ servita per raddrizzare la nave. Chi la smantellerà? La lasceranno per le immersioni? Si sente dire anche questo, ed è davvero un’ipotesi terrificante…

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