Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • surgeryChe cosa ci preoccupa quando arriva il momento di entrare in ospedale per affrontare un intervento chirurgico? Naturalmente vogliamo che sia efficace, che vada a buon fine, ma abbiamo anche bisogno di verificare le condizioni di pulizia e sicurezza dell’ambiente ospedaliero, e il comportamento di medici e infermieri, perché tra i rischi di un ricovero ci sono le infezioni. Il Tribunale dei diritti del malato ha pubblicato un vademecum di consigli per chi si accinge ad affrontare un intervento chirurgico.

    Innanzitutto c’è la scelta della struttura più adatta, che si può selezionare consultando la Carta dei servizi, dove sono indicati gli standard e l’organizzazione dei reparti, le prestazioni, le strumentazioni disponibili. Una volta deciso dove, si deve capire come procedere. E qui entrano in gioco sia il medico di famiglia sia l’equipe ospedaliera, è questo il momento per fare tutte le domande, anche quelle che ci sembrano più stupide, perché è un nostro diritto scegliere la prassi che sentiamo più congeniale – a parità di risultati, ovviamente. Ci saranno date indicazioni sulla chirurgia più o meno invasiva, sul tipo di anestesia, sul post operatorio, e sarà importante ricordare la propria storia familiare e personale, per dare il maggior numero possibile di informazioni al medico, oltre a ricevere spiegazioni e indicazioni.

    Solo a questo punto, una volta presa consapevolezza, si potrà dire di essere davvero informati e allora si potrà firmare il consenso all’esecuzione delle procedure di diagnosi e intervento. Dopo l’operazione, oltre a controllare l’igiene nelle procedure di pulizia, controlli medici, medicazioni e nell’ambiente, per evitare infezioni in un momento in cui le nostre difese si abbassano, bisogna cercare di limitare il più possibile il dolore non necessario. Si devono chiedere le terapie previste per legge dal 2010, in modo da ottenere la somministrazione dei farmaci antidolorifici. Prima di lasciare l’ospedale, sarà bene domandare ai medici quali sono le nuove abitudini, gli stili di vita e le cure da seguire, e fissare un calendario per i futuri controlli.

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