Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • garanzia-giovaniSe parlate con un giovane laureato in Economia, vi può capitare di ascoltare discorsi tipo: “non so perché ho perso tempo a studiare, se avessi trovato un lavoro da commesso subito dopo il diploma sarebbe stato meglio, visto che adesso tutti ti chiedono almeno due anni di esperienza…ma come faccio a fare esperienza se non mi assumono?”

    Ecco, questa è l’esperienza diretta dei giovani laureati, quelli che non espatriano. Non è che stiano meglio quelli che smettono di studiare prima.

    Abbiamo parlato mille volte dei neet, gli sfiduciati, che non studiano e non lavorano. Per loro il Governo ha messo in piedi un provvedimento, la Garanzia Giovani, che riguarda tutti i ragazzi entro i 29 anni di età, non più studenti, non ancora lavoratori. Sono meno di un milione, e riceverebbero il sostegno dei fondi europei, se il progetto andasse a buon fine entro la scadenza dei prossimi due anni.

    La forma sarebbe quella di un’offerta di lavoro, proseguimento studi, tirocinio o apprendistato, qualitativamente valida, entro quattro mesi dalla fine del percorso di studi o dall’inizio della disoccupazione. Ora, le competenze divise tra Stato e regioni, come in molti altri casi, sta frenando la partenza della Garanzia Giovani. Sono poche le convenzioni già firmate, e purtroppo soprattutto il Sud è in ritardo nell’avvio di un provvedimento che potrebbe dare un po’ di ossigeno a tanti giovani meridionali senza speranze.

    Sarà un’altra occasione perduta? In ballo ci sono un miliardo e mezzo di euro, e il futuro di novecentomila ragazzi.

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