Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • scuola-pezziSe ne parla ogni anno, quando iniziano le lezioni. La condizione di sicurezza e il decoro degli edifici scolastici si possono migliorare nel tempo, aprendo i cantieri, cosa che in parte è già cominciata, dopo i decreti del Governo sugli interventi urgenti di edilizia scolastica. Secondo le prime stime si tratta di una partenza a rilento – meglio di niente, direte voi, ma se date una scorsa ai dossier di Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole scoprirete che circa 1/3 non potrebbero essere considerate agibili, eppure aprono i battenti, anzi li hanno già aperti, in tutta Italia.

    Alcuni cantieri sono già partiti, alcuni finanziamenti sono stati erogati, certo non sono sufficienti, vista la gravità della situazione. E infatti vediamo casi paradossali di scuole restaurate e metà, nel senso che se in uno stesso edificio convivono più istituti, magari non tutti sono stati riconosciuti ugualmente bisognosi di intervento, anche se a prima vista non ci sono grandi differenze tra il primo piano e il secondo. Come è possibile?

     Il problema sta nella scelta, se la coperta è corta bisogna affidarsi a un criterio, attualmente si è scelto di dare il compito ai sindaci, che però non dispongono di tutte le informazioni necessarie a procedere a una selezione basata su un censimento totale degli edifici scolastici. Magari ci vuole tempo per reperire altri fondi, o semplicemente per fare della scuola una vera priorità – e allora si tratta di scelta politica. Forse però almeno l’anagrafe degli edifici si potrebbe fare, così quando i soldi ci saranno per tutti, non si dovrà perdere tempo per aprire i cantieri – non andiamo verso la semplificazione dell’Italia?

    Dopo le collette per l’acquisto di carta igienica, e i piccoli lavori di pulizia a inizio anno scolastico, ora i genitori si organizzano anche per passare più tempo a scuola. Le aule risistemate con la buona volontà dei cittadini sono diventate spazi pomeridiani per attività culturali, e in qualche caso si è passati dalla collaborazione alla condivisione del progetto scolastico. Questa scuola aperta è un bene, avvicina genitori e figli, ma non può farci dimenticare la vera urgenza – la sicurezza delle aule dove i ragazzi passano la gran parte delle loro giornate. Quella va affrontata in modo professionale perché non ha niente a che fare col bricolage.

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