Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • The_Thinker_Musee_Rodin

    In questi giorni di settembre vi capita di avere dolore alla testa magari al mattino appena svegli oppure di sera, quando proprio crollate dal sonno?

    Potrebbe essere un semplice sintomo di stanchezza, difficoltà di abituarsi ai ritmi che stanno cambiando, agli impegni maggiori della stagione autunnale, alla differenza di temperatura e insomma a diverse cause di stress fisico e psicologico che si affiacciano nella vostra vita quotidiana. Niente di preoccupante, niente a che fare con la cefalea primaria, che è un mal di testa non dipendente da altre malattie, ed è una patologia a sé stante.

    Diagnosticare il tipo è il primo passo, perché esistono più di duecento diverse specie di dolore, ed è importante trovare un centro di ricerca specializzato sulle cefalee, dove si possa mettere a fuoco il problema e cercare il rimedio su misura. l’Italia in questo campo è ai primi posti nel mondo. Oggi si sperimentano nuove terapie, apparecchi elettrici che inibiscono i riflessi neurologici del dolore, e possono essere impiegati direttamente dal paziente appena la cefalea si manifesta, sin dai primi sintomi. Ma bisogna farsi guidare. Altrimenti il rischio è di rendere cronico un disturbo assumendo farmaci antinfiammatori, o di altro tipo, magari anche cinque o sei al giorno, senza aver prima chiesto aiuto al medico.

    Scegliendo di approfondire le cause del sintomo, si potrebbe scoprire che gli unici rimedi veri per l’emicrania sono farmaci prescrivibili – e non da banco- che vanno indicati dal neurologo. Molte delle presunte cause del mal di testa, dalla cervicale alla sinusite, sono poco più che falsi miti.  E’ interessante sapere che il cervello dei pazienti affetti da cefalea cronica primaria rivela spesso caratteristiche di grande precisione, puntigliosità, e volontà di ottenere risultati importanti. Si tratta di studi ormai verificati, che ci possono dare un punto di vista nuovo su noi stessi, e su quanto sia delicato l’equilibrio che ci tiene insieme, e che si può incrinare di fronte a una prova, a uno stress, a un evento esterno considerato troppo impegnativo e critico per il nostro cervello.

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