Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Layout2-bolletta-AEEGSISembra incredibile, ma l’Italia è in buona posizione rispetto ad altri Paesi come Germania e Francia, quanto a intensità di energia applicata alla produzione – secondo dati dell’Enea la quantità impiegata ogni 1000 euro di Pil è inferiore del 6,3% a quella tedesca e del 18,2% a quella francese.  Esiste una relazione tra questa efficienza e il prezzo dell’energia?

    In realtà gli altri Paesi europei che ancora producono elettricità con le centrali nucleari possono mantenere un costo più basso per kilowatt, questo avviene in Francia. Poi ci sono Stati che decidono di non tassare quasi per nulla le bollette – come la Gran Bretagna – e per questo applicano prezzi contenuti.

    Insomma, esistono scelte di politica economica e ambientale, che condizionano le decisioni sul prezzo dell’energia.

    In realtà le nostre tariffe sono tra le più care d’Europa, e, in base alle ormai famose torte che ci vengono periodicamente servite dall’Autorità per l’Energia solo la metà del costo della bolletta è davvero dipendente dai servizi di vendita, ovvero l’energia, la commercializzazione e il trasporto. Il resto sono tasse e incentivi vari, come sappiamo – è il caso di dirlo – a nostre spese. Oneri di sistema che saranno più chiaramente individuabili dal prossimo anno, quando la bolletta diventerà più trasparente, ma non per questo sarà più leggera.

    Ora, un provvedimento del Governo sulla “competitività” promette di ridurre del 10% le bollette per le piccole e medie imprese. In attesa dei regolamenti attuativi il prezzo dell’elettricità aumenta dell’1,7% per famiglie e aziende. Allora? Ci si organizza, con i gruppi d’acquisto dell’energia si riesce a risparmiare qualcosa, un centinaio di euro all’anno, è già un risultato. Un aiuto potrebbe arrivare anche dal nuovo regolatore, sperimentale, che l’Autorità dell’Energia ha deciso di installare in 450mila appartamenti, al posto del vecchio contatore del gas. I servizi intelligenti potrebbero trasformare le reti delle città italiane in smart grid, dove l’energia passa attraverso lo stesso canale, in condivisione.  Ma parliamo ancora di un lontano futuro.

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