Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • slide-slowfood-1-305x200Se diamo valore alle cose vere e consideriamo che il cibo sia una ricchezza per gli abitanti della Terra, allora capiamo perché il mercato se ne sia impadronito, trasformandolo in una merce. Ora si tratta di imboccare il cammino inverso, se non vogliamo perderci le popolazioni dei Paesi più poveri, che ancora coltivano, quando ci riescono, prodotti locali in piccoli appezzamenti. Chi difende questo tipo di agricoltura? Lo fanno i piccoli consorzi di commercio equo e solidale, e quindi anche noi, indirettamente, possiamo dare un contributo attraverso l’acquisto di prodotti che vengono commercializzati nel rispetto del lavoro degli agricoltori e della loro dignità.

    Il cibo stesso ha una sua dignità che purtroppo viene messa da parte in nome delle logiche dei mercati internazionali. I produttori di tutto il mondo – alcuni di loro sono venuti a Torino in questi giorni per Terra madre a mostrare le loro eccellenze – lavorano su base familiare. L’economia contadina che si fonda su famiglie di agricoltori copre la quasi totalità della produzione – eppure troppe aziende familiari contadine sono costrette a servirsi da grandi gruppi internazionali, di anno in anno, perché le sementi durano sempre meno. Per diecimila anni i contadini hanno sempre riprodotto semi tradizionali, e li hanno scambiati tra loro, ma negli ultimi cinquant’anni tutto questo è diventato molto difficile, perché i cereali di base si basano su pochissimi ibridi selezionati da pochissime multinazionali.

    Per riuscire a salvare l’agricoltura c’è un altro cambiamento di mentalità importante, il passaggio dalla grande quantità di prodotto, ovvero dalla merce, che viaggia per il mondo, all’idea della piccola quantità, rafforzando le produzioni tipiche e conservandole a livello del territorio. La varietà è una ricchezza, per questo quando arriva sul mercato la quantità di un prodotto che si riesce a ottenere su scala locale, quella è sufficiente. Apprezziamo il bello del nostro quotidiano, e se abbiamo occasione di incontrare i piccoli produttori, con una parte delle loro produzioni, anche nei nostri supermercati, anche in autogrill, non dobbiamo stupirci. Già oggi la distribuzione viene garantita da consorzi, per questo ogni luogo esprime prodotti diversi, in quantità limitate.

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