Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • image (1)I treni che percorrono la dorsale adriatica, dalle Marche giù fino alla Puglia, sono tutt’altro che veloci. Si discute di nuove linee, ma finora siamo fermi alla teoria, perché nella pratica le cose stanno in modo diverso.

    E anche se si arriva fino allo stanziamento di fondi, poi c’è da affrontare il dibattito tra enti locali, prima di aprire i cantieri. In realtà, la previsione più rosea, a proposito del raddoppio per il binario Lesina-Termoli, pochi chilometri ancora a una sola via sulla adriatica, sarebbe prevista per permettere ai convogli di raggiungere velocità più elevate, fino a 200 Km/ora, ma niente a che fare con l’alta velocità, quella che corre tra Milano e Salerno.

    Al Sud, insomma, si continua così. Tutti tagliati fuori per anni, a causa di strategie economiche che puntano a valorizzare i collegamenti con l’estero, e a mortificare le direttrici periferiche, in base a un traffico previsto inferiore e quindi meno remunerativo…

    Altra questione. Dei fondi destinati alle infrastrutture, in particolare alle Ferrovie, nei nuovi provvedimenti in via di approvazione da parte del Governo e del Parlamento, il 98% è rimasto a Nord di Firenze, il resto è destinato al Sud. In particolare, alle ferrovie meridionali dovrebbe andare l’1,2%. Dove è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore, si potrebbe dire. Oppure si potrebbe dire che Matera, capitale europea della cultura 2019, andrà all’appuntamento con il resto del mondo senza una stazione che la colleghi alla rete nazionale. Certo, ora la decisione arriverà, ma i soldi – arriveranno anche quelli? E arriveranno in tempo?

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