Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • la-dieta-mediterraneaTutto rincara, signora mia! Come si può fare per mangiare bene, e risparmiare? Siamo in Italia, il cibo è importante per noi, siamo maestri nelle preparazioni. Ma quando andiamo di corsa, magari a fine giornata, possiamo cedere alla tentazione di buttare un hamburger in padella e via – così si risparmia tempo. A parte l’effetto “junk food” sulla salute, ci sono anche i danni collaterali, quelli sul conto in banca.

    Una ricerca dell’Università di Bologna dimostra che la dieta mediterranea costa circa un terzo del fast food – 48 euro su 130. Di più: se ai 48 euro ne aggiungete altri due trovate il punto di equilibrio perfetto per la salute, con maggiore attenzione alla qualità. Perché la dieta mediterranea fa bene al cuore, riduce il colesterolo, aiuta il cervello a rimanere lucido e ci tiene di buonumore con i suoi carboidrati – non tanto i dolci, ma il pane e la pasta, possibilmente integrali. Insomma c’è un po’ di tutto, lo sappiamo che il pesce azzurro è una fonte di omega 3, che l’olio extravergine di oliva è ricco di grassi buoni, e che i legumi sono contengono proteine nobilissime – se abbinati a pasta, pane e riso ci danno il meglio di un pasto completo. Lo sappiamo, in teoria.

    Il fatto è che la pratica è diversa. Ci si giustifica con la mancanza di tempo, ma in realtà ci si impigrisce, e qualche volta ci si consola con qualche “schifezza” che sul momento sprigiona tanto gusto ma alla lunga appesantisce il giro vita, mentre alleggerisce il  nostro portafoglio.

    La dieta mediterranea, inventata ai tempi dell’antica Grecia, e modulata nei vari Paesi in virtù delle produzioni locali, disponibili secondo la stagione, è per noi un vanto, ma non un modello da seguire. La prova sono le mense scolastiche che si sono organizzate per servire ai bambini prodotti controllati, verdure bio, pesce, legumi. I ragazzini però risultano mediamente inappetenti, cioè preferiscono non mangiare a scuola. Compensano a casa con maggiore consumo di zuccheri e grassi, perché il loro gusto non incontra le scelte del menu scolastico. Insomma, è una questione di abitudine, di educazione al cibo buono, che comincia in famiglia sin da piccoli. Anche per questo da adulti non seguiamo la dieta mediterranea. Nessuno ci ha fatto amare le cose buone che abbiamo.

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