Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • youfeed-aliquote-tasi-2014-a-milano-torino-e-roma-importi-e-detrazioniChe ne sarà di noi? Il prossimo anno la tassa sulla casa dovrebbe nuovamente cambiare nome. Ma cosa c’è in un nome? L’ennesima stangata – direte voi. E avete ragione. Non sappiamo ancora, però, in cosa si concretizzerà. Perché questa futura Local Tax dovrebbe unificare Imu, Tasi e Tosap – tributo sull’occupazione di spazio pubblico e imposta su affisioni.

    Ma le prime case resteranno entro un’aliquota compresa tra il 2,5 e il 5 per mille, con detrazione fissa di cento euro, mentre le seconde case saranno colpite da un bel – si fa per dire – 12 per mille, che già supera il massimo previsto per Imu e Tasi.

    Come abbiamo visto quest’anno, saranno i comuni a scegliere dove posizionare l’aliquota, entro i limiti fissati in termini generali dalla legge di stabilità – ancora da approvare. Intanto, mentre ci interroghiamo sul futuro, non dimentichiamoci di pagare, non oltre il 16 dicembre prossimo, l’ultima rata della Tasi di quest’anno. Alcuni di voi hanno pagato la prima rata d’estate, altri a ottobre, ma per tutti arriva il saldo di fine anno. Ci sono anche amministrazioni che non avevano determinato le aliquote, e i cittadini di questi ultimi comuni sono costretti a versare tutto il tributo in un’unica rata, appunto quella del 16 dicembre.

    Tra Imu e Tasi entro la fine di quest’anno avremo totalizzato un altro aumento sui beni immobili che non coincidono con l’abitazione principale. Di mezzo ci sono anche i negozi e i capannoni, che specie nei grandi comuni sono aggravati da tasse cresciute di quasi tre volte rispetto ai tempi dell’Ici. Se ci si addentra nel mare di detrazioni e deduzioni si scopre che la situazione è estremamente variegata sul territorio nazionale. Per le abitazioni principali ci sono differenze rispetto all’Imu, si penalizzano le case più piccole, rispetto a quelle di pregio maggiore. Solo alcuni comuni sono intervenuti in corso d’opera con opportune detrazioni. Per adesso insomma paghiamo per quello che è, e ne abbiamo già abbastanza. Da gennaio vedremo cos’altro ci aspetta…

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