Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • 20140416-sprechi-sanita-660x460Ci sono mille appalti piccoli e grandi, e poi commesse, gare, acquisti, nomine di ogni livello, c’è un labirinto dove non sempre si fa luce, per questo nel mondo della sanità italiana il sistema della corruzione si è installato con successo da anni.

    Per quantificarne gli effetti, le ricadute economiche ovvero i soldi perduti dai cittadini utenti degli ospedali italiani, l’Istituto per la promozione dell’Etica ha fatto un po’ di calcoli, e alla fine ha stimato in circa 6,4 miliardi di euro il costo della corruzione nella sanità – il dato si riferisce al 2013, a fronte di un bilancio di 114 miliardi stanziati dallo Stato per il servizio sanitario nazionale.

    Nel dettaglio si possono ritrovare le voci “nomine, spesa farmaceutica, irregolarità negli appalti, mancato controllo nella gestione delle attività, e negligenza nel rapporto con la sanità privata, quella convenzionata con le regioni”. Si era detto, in un tempo non troppo lontano, che un centro unico di acquisto per farmaci e macchinari sanitari avrebbe costretto le aziende ospedaliere a uniformarsi a certi criteri, ma tant’è. Dai tempi in cui la parola “spending review” andava di moda sembra già passato un secolo, e infatti oggi  solo due regioni hanno approvato questo criterio di unicità nella lista dei prezzi. Chissà perché…

    Tutti i soldi che si perdono nel fiume della corruzione sono altrettanti buchi nei bilanci regionali, e quindi si trasformano in aumento dei ticket per i cittadini. Di più. La lunghezza delle liste d’attesa, causata dalle difficoltà economiche delle aziende ospedaliere, unita al costo di ogni singolo accertamento, spingono inevitabilmente chiunque se lo possa permettere verso la sanità privata, magari convenzionata. E però i controlli per selezionare le strutture – cliniche, istituti e laboratori che lavorano in convenzione – si limitano al momento della firma del contratto inziale.

    Ora, se già all’inizio i rapporti pubblico-privato sono a volte gravati dal peso della corruzione, che condiziona le scelte politiche, e le nomine, figuratevi cosa succede a processo avviato. Una struttura convenzionata può andare avanti per anni senza che nessuno bussi alla porta per verificare la qualità dell’offerta sanitaria. A meno che qualcuno non chiami i Nas…ma a quel punto, purtroppo, è già tardi…

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