Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • clochard_san-pietroSono sei milioni di persone i poveri assoluti in Italia. Sono quelli che non hanno di che vivere, e si rivolgono alle strutture di assistenza parcellizzate su tutto il territorio nazionale. Per loro si fanno in quattro i volontari delle onlus ma è un lavoro infinito, è come tentare di svuotare il mare col cucchiaino. Sì, perché mentre la condizione economica di milioni di  persone peggiora, continua a mancare nel nostro Paese una politica organica sul tema della povertà, che resta confinato in un angolo.

    I poveri sono dappertutto ma non li vogliamo vedere, noi per primi, e poi le istituzioni, a tutti i livelli, li teniamo fuori forse per esorcizzare una paura sociale, che si diffonde insieme alla crisi economica. E’ la paura che questa crisi senza fine possa allungarsi fino a lambire le nostre famiglie, i nostri amici, e possa arrivare a toccarci da vicino. Perché dalla povertà relativa a quella assoluta si scivola gradualmente, cominciando dalle rinunce alimentari.

    Non so se quest’anno abbiate in programma lo stesso tipo di pranzo di Natale del 2013. Molti rinunciano a comprare cibi pregiati, che sono troppo costosi, lo fanno già da mesi, tutti i giorni, e infatti un rapporto Coldiretti-Censis misura che undici milioni di italiani non si possono permettere il giusto apporto di proteine nei loro pasti quotidiani, e devono ripiegare su scelte diverse, più economiche, a danno della salute. E non solo, hanno anche ripreso a fare scorta di cibo, come non facevano dal tempo della guerra.

    Come augurio di Natale, diciamoci che queste privazioni non dovrebbero esistere per nessuno in nessun Paese del mondo. E auguriamoci che chi si preoccupa di fare qualcosa per i poveri, lo faccia davvero secondo le proprie reali possibilità, a tutti i livelli, a partire dalle istituzioni civili e religiose, giù fino alle persone dai redditi modesti  e fino a noi, che pure quando riusciamo ad essere efficaci nei racconti delle realtà sociali, spesso diventiamo pigri nel passare dalle parole ai fatti.

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