Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • downloadNessuno resiste. Quando si arriva alla fine del pranzo o della cena, in questi giorni di festa, la tentazione di sgranocchiare qualcosa è più forte di  noi. Non che si sia mangiato poco, intendiamoci, ma – come si dice – la vita è amara, un po’ di dolcezza non guasta…dunque chiudiamo per le vacanze con una terapia antidepressione.

    Dolci di Natale, di tutti i tipi, ma in fondo spesso tutti di uno stesso tipo. Ci sono frutta secca e miele, le forme sono spesso irregolari, le origini sono sicuramente povere.

    Prendiamo il torrone, fatto proprio con un amalgama tenuto insieme dal miele. O il panpepato, o i dolci siciliani a base di scorza d’arancia. Sono stati inventati per durare qualche mese, senza l’aiuto di frigorifero o congelatore.. ecco perché la dolcezza abbonda, anche come conservante. Poi negli anni le cose sono cambiate, si sono aggiunti ingredienti diversi, ma la base è sempre fatta di pane, frutta secca, o candita, e miele.

    Tanti dolci natalizi sono arrotolati in una sfoglia sottile e dai bordi discontinui, e i loro nomi ricordano il modo in cui vengono fatti. Hanno a che fare con l’avvolgimento, il tenere insieme. Allora panpepato, pangiallo, panforte, tutti miscelati con spezie e frutta secca, cioccolata…basta con gli elenchi, che fanno anche venire  un certo appetito. Buone vacanze di Natale a tutti, ci vediamo il 7 gennaio!

     

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