Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Viadotto-crollato-non-il-primo-caso--378db80e619c6b9a1ed01a25eb4e1069Ci sono tempi lunghi e incertezza del risultato nell’annosa vicenda dei lavori pubblici stradali in Italia. Ci sono le solite pratiche che si ripetono, dall’assegnazione degli appalti agli stati di avanzamento dei cantieri, sempre aggiornati e rinnovati, con l’aggiunta di ulteriori costi, tutti a carico degli utenti. Ci sono le code, i restringimenti di carreggiata che durano mesi, a volte anni, e nei casi più gravi ci sono anche i crolli.

    La clamorosa inaugurazione del nuovo tratto di strada statale Palermo Agrigento, e dopo sei giorni il crollo del viadotto, alla vigilia di Natale, rappresentano un esempio limite della gestione incauta dei lavori stradali. Certo, un incidente può sempre avvenire, ma da anni gli sforzi economici e progettuali si concentrano soprattutto su grandi opere, e sulla manutenzione autostradale, mentre le strade più frequentate, quelle degli spostamenti quotidiani a breve e medio raggio, sono abbandonate al degrado, che si accumula negli anni.

     Ora, quando avviene un fatto clamoroso, come il cedimento di un viadotto, allora si aprono le inchieste, i “fascicoli”,  si chiamano in causa i responsabili, le ditte, i direttori dei lavori, i collaudatori, perché a pagare siano loro e non noi cittadini, contribuenti. In realtà noi abbiamo già pagato, con le nostre interminabili attese, con i lavori di manutenzione delle auto e delle moto che sono inevitabili per chi frequenta strade dissestate…

    Ma il sistema non si riesce a cambiare, almeno non fino ad oggi. Si sa – perché lo raccontano i professionisti del settore – che gli appalti giocano al massimo ribasso, che i movimenti terra e le forniture di materiali sono legate al territorio, quindi alle clientele locali, che i collaudi si fanno solo dove si possono fare, vale a dire che si controllano i pezzi di strade e ponti dove le quantità di materiali e la posa in opera rispettano la “regola dell’arte”, dove il cemento non è “depotenziato”….fino a quando non crolla qualcosa, e allora si grida all’emergenza. Tutto questo va avanti da decenni, ora potrebbe cambiare, con l’intervento della nuova Autorità Anticorruzione? Vedremo, ma una certa sfiducia non ci abbandona….

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