Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • ALLQuattrocento milioni di persone, la popolazione dell’area Schengen, si muovono ormai da anni senza controlli di frontiera. Alla convenzione aderiscono ventisei Paesi europei, che conservano i controlli alle frontiere esterne, mentre all’interno, fra loro, applicano misure a campione.

    Si riparla di sicurezza dei confini all’indomani degli attentati di Parigi, alcuni hanno già chiesto, almeno a parole, la restrizione delle aperture di Schengen, altri si sono opposti. Tutti, però, hanno convenuto sulla necessità di mettere in piedi un sistema più affidabile di difesa dal terrorismo.

    Attualmente le misure di Schengen si possono sospendere per un mese, per motivi eccezionali, e i singoli paesi che aderiscono al patto possono decidere di intensificare i controlli alle proprie frontiere, quello che l’Italia ha fatto negli ultimi giorni. Il punto però è che in tempi di reclutamento via internet i confini territoriali possono essere scavalcati senza varcarli fisicamente.

    La parte più delicata nei prossimi mesi, e strategica, sarà proprio la protezione della rete. La permeabilità dei sistema di sicurezza europei da parte dei gruppi terroristici basati in Siria e Yemen si è già dimostrata troppe volte, con i social network che esaltano la guerra santa contro l’occidente, e i giovani immigrati di seconda e terza generazione che si lasciano affascinare e vengono arruolati così, a distanza. La Germania ha già avviato un lavoro di rieducazione e insieme di contrasto alla vulnerabilità dei social network…

    La verità è che ancora manca una politica di sicurezza comune europea, siamo come regioni che non hanno messo in comune i servizi di intelligence, mentre hanno festeggiato la caduta dei muri che prima le separavano. Tutto questo in nome della difesa di sovranità nazionali che la rete ha superato da anni, in un mondo di cui l’Europa, tutta insieme, rappresenta una piccola parte… siamo sicuri di rivedere Schengen?

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