Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • BEDROCAN_nCi sono dei casi in cui il dolore diventa la malattia, e in quei casi la priorità è non soffrire. Ma quando si parla di terapia del dolore l’Italia non ha la cultura necessaria ad affrontare il problema.

    I medici non sono sufficientemente informati, e i pazienti non sanno a chi possono rivolgersi. Le strutture – hospice, cliniche e ambulatori di terapia del dolore sono pochi rispetto alla richiesta, e spesso nemmeno il medico di base sa indicare il percorso da seguire per mettere fine alla sofferenza.

    Il dolore è utile solo come sintomo per scoprire la malattia, una volta fatta la diagnosi va alleviato. Come?

    Ci sono nuovi oppioidi che possono dare ridotti effetti collaterali ma spesso non sono conosciuti neppure dai medici, che non vengono formati adeguatamente. E poi resistono pregiudizi, in primis quello sulla dipendenza. E’ il primo scoglio da superare, poi ci sono quelli legislativi, e quelli economici.

    Il fatto è che i pazienti non vogliono aspettare, e finiscono per ricorrere al mercato clandestino – qualcuno l’erba se la pianta in casa e corre il rischio di essere “beccato” per detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Manca una legislazione organica, ogni regione fa per sé, così c’è la Toscana che vanta ambulatori come quello di Pisa dove tanti ammalati hanno trovato una risposta al proprio dolore cronico, e poi ci sono mille altre realtà variegate che vanno da usi più timidi ad acquisti privati, con esborsi pari a duecentocinquanta euro al mese per tutta la vita – perché noi non produciamo, se non in minima parte, cannabis a uso terapeutico, la facciamo arrivare dall’Olanda.

    Quanto tempo ci vorrà perché si renda più semplice ricorrere a cure palliative – che si sono dimostrate efficaci anche per i bambini? Non lo sappiamo, ma di certo chi soffre non vuole aspettare nemmeno un’ora.

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