Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • images (3)Non siete più soli. Così ha detto il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos. Lo ha detto proprio in italiano, per rendere la dichiarazione più significativa. Tredici milioni e settecentomila euro sono stati stanziati dall’Europa per sostenere una parte dei costi italiani, “per affrontare al meglio la gestione del forte afflusso dei richiedenti asilo”.

    E poi c’è la decisione di estendere l’operazione di soccorso in mare e controllo delle frontiere esterne, quella battezzata col nome di Triton, a tutto il 2015. Diciamo che rispetto alle previsioni di contenimento del flusso di arrivi dall’altra sponda del mar mediterraneo Triton ha già deluso le aspettative.

    Chiaramente di mezzo ci sono altri fattori, come la totale instabilità dei territori libici e siriani, dunque la mancanza di interlocutori affidabili per eventuali accordi di collaborazione internazionale nella gestione dei flussi migratori. Certo Lampedusa da sola non può affrontare l’emergenza. Il centro di prima accoglienza è già oltre il massimo della capienza. Si organizzano ponti aerei per smistare le persone in altre regioni, nonostante le proteste e le opposizioni di alcuni amministratori.

    L’accoglienza deve essere per tutti, secondo la legge. Poi si raccoglieranno le domande di asilo, e le richieste di trasferimento all’estero – circa il 50% di chi arriva vuole in realtà andare altrove, dove i rifugiati ricevono trattamenti migliori. I trenta euro al giorno che lo Stato italiano sborsa per ciascun profugo – oltre a vitto alloggio e biancheria, abiti e spiccioli – sono in realtà soldi che vanno alle strutture. Il vero controllo sarebbe quello su chi gestisce i centri, e su come vengono ospitate le persone in fuga.

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