Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • In commercio ce ne sono fin troppi. Tra finti balsamici, e topping per insalate o dessert – così si chiamano adesso i condimenti di moda – davvero può essere difficile la scelta di un aceto per guarnire i nostri piatti. Quindi, tanto per chiarire, cominciamo a mettere in bilancio una spesa di alcune decine di euro per 100 ml se vogliamo davvero sperimentare un aceto balsamico Dop, che è un nettare, protetto giustamente dal marchio, e si può usare, per rispetto del suo gusto, solo a crudo, anche su un bollito, sulla verdura cotta, per uscire dal classico abbinamento parmigiano-balsamico Dop magari con un bicchiere di lambrusco… Altrimenti ci sono gli Igp, più aspri e meno pregiati, che si possono cuocere senza perdere nulla del loro valore….e costano anche meno. Attenzione alle sostanze aggiunte, dal caramello ai solfiti, che addolciscono e stabilizzano i sapori, ma vanno dichiarate in etichetta. La cosa da evitare, se vogliamo sentire un vero gusto di aceto, è la pastorizzazione, che ricorre nei prodotti industriali.

    Se poi siete alla ricerca di un prodotto “pulito” per pulire la casa, allora potete comprare aceti più economici per mille usi domestici – dal disincrostante per lavastoviglie all’ammorbidente in lavatrice – anche per la toletta degli animali domestici, e come antibatterico per fare i gargarismi….

    In questo caso potete provare a fare aceto in casa, ad esempio a partire da mele bio e acqua minerale… la natura fa tutto da sola, basta lasciarla fare.  

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