Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • qe1Si scrive quantitative easing. Il problema è come si pronuncia – ma questa è un’altra storia, e riguarda la nostra nazionale difficoltà con la lingua inglese. Possiamo dire in italiano che si tratta di un “allentamento quantitativo”, è una manovra delle banche centrali che mettono in circolazione più denaro e comprano i titoli di Stato dei vari Paesi – qui si tratta di Euro e di Banca Centrale Europea.

    La stessa cosa è avvenuta negli Stati Uniti, ma lì la politica si accompagnava a un innalzamento del debito, quindi l’effetto sull’economia è stato amplificato, anche per il fatto che le imprese si finanziavano direttamente sui mercati…. Insomma, un altro mondo, appunto.

    Da noi ci sono le banche nazionali, che dovranno decidere cosa fare di questi soldi freschi in arrivo da Francoforte. In teoria si parla di tredici miliardi in più per le famiglie, in pratica quelli che potranno beneficiarne sono pochi. La convenienza ad accendere un mutuo, ad esempio, ora che i tassi sono in discesa, sotto zero, è circoscritta alle categorie di persone che “piacciono alle banche”, quindi i lavoratori con posto fisso – sempre troppo pochi – quelli che possono offrire garanzie. Insomma, il controllo sull’effettiva erogazione di finanziamenti sarà di competenza dei singoli Paesi. La finestra per avvantaggiarsi del quantitative easing è stretta, l’effetto finirà a fine 2016, ci saranno imprenditori che faranno affari avvantaggiandosi delle migliori condizioni di export, della svalutazione dell’Euro, ci saranno investitori che hanno già nei propri risparmi titoli di Stato vecchi, che aumentano di valore…

    Quanto alla creazione di posti di lavoro, anche quella è un’altra storia…

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